Festa di Roma: dopo gli applausi inaugurali due regie al femminile nel giorno dei Taviani

Un debutto che ha già fatto centro: mondanità, istituzioni, glamour e una prima serata subito all’insegna della qualità e dell’impegno pur nel grande cinema spettacolare dei ‘generi’. Ed è stato accolto da una lunga standing ovation intorno ai protagonisti presenti Rosamund Pike e Wes Studi e al regista del film, Scott Cooper, Hostiles, coraggioso film di apertura della Festa del cinema di Roma che parla di un west lontano, epico e crudele ma contiene un messaggio forte nel segno dell’integrazione e della comprensione contro ogni violenza fisica e morale, tra i popoli e le etnie di tutti i tempi.

Ambientato nel 1892, il film, come ormai sappiamo, racconta la storia di un leggendario capitano dell’esercito interpretato da Christian Bale che deve scortare il ‘nemico’ capo Cheyenne (Wes Studi) a morire nella sua terra ma quella lunga cavalcata epica tra agguati e morte violenta sarà anche un viaggio etico, verso nuovi valori. Ad applaudire il film, ieri sera, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Pietro Grasso, Presidente del Senato presente con il Ministro Dario Franceschini, le autorità di Roma Capitale, Regione Lazio, Musica per Roma e Cinema per Roma e, tra gli ospiti istituzionali, il Presidente di BNL Gruppo BNP Paribas, main sponsor della Festa, Luigi Abete, salutato con particolare calore per la sua ‘fedeltà’ nel sostegno, fin dall’inizio, alla manifestazione, dalla Presidente della Fondazione, Piera Detassis e dal Direttore Artistico Antonio Monda.

Il film, come ha sottolineato il regista, ha un legame particolarmente forte con l’attualità. “L’America sta vivendo una spaccatura razziale e culturale profonda, non è mai stata così polarizzata, specialmente dopo le ultime elezioni – ha spiegato ieri Cooper – spero che possa aiutare a risanare ferite non solo antiche”. Il western è stato dichiaratamente uno spunto per il regista, affascinato dai paesaggi americani, dalle avventure di chi in quell’epoca cercava un destino migliore, e anche dalla contrapposizione netta tra buoni e cattivi.

Ma di buoni e soprattutto cattivi parla anche il film di oggi, regia di Paolo e Vittorio Taviani, dal romanzo di Beppe Fenoglio Una questione privata con Luca Marinelli e due giovani interpreti bravissimi come Lorenzo Richelmy, visto anche nel film preinaugurale di Donato Carrisi accanto a Toni Servillo, e Valentina Bellè, lanciata quest’anno dall’ultimo film di Claudio Amendola. È l’estate del ’45 ma il clima di regime e la storia di questi giovani fa dire a Paolo Taviani ancora una volta il suo no al Fascismo, in un grido d’allarme contro il rischio che climi lontani, com’è accaduto in questi giorni con l’oltraggio ad Anna Frank, possano tornare di drammatica attualità. I due autori toscani da cinquant’anni segnano il cinema italiano e internazionale, del resto, con la loro estetica intrisa di realismo ma anche di straordinaria poesia e di lucida denuncia su molti temi civili e politici. Il film racconta del giovane partigiano Milton nelle Langhe attraversate dalla guerra, fra romanticismo e ossessione, sogno e mistero. Milton intraprende un viaggio eroico e disperato alla ricerca della verità sull’amore che lo ha legato a Fulvia.

Alla Festa, oggi, con il protagonismo di un enfant prodige come il giovane regista Xavier Dolan, atteso da moltissimi ragazzi sul red carpet, è stata però anche la giornata delle registe: Kathryne Bigelow con Detroit, uno dei film più attesi di quest’edizione, ispirato alla rivolta sanguinosa che sconvolse quella città nel ’67 con un massacro da parte della Polizia in cui restarono ferite centinaia di persone; Sally Potter con The Party, commedia nera presentata a Berlino, in stile Carnage o, per dirla all’italiana, Perfetti sconosciuti. Nel cast tra i grandi attori Kristin Scott Thomas, Bruno Ganz, Cillian Murphy, Patricia Clarkson, tutti in bianco e nero grazie alla fotografia di Alexei Rodionov, con il sapore della tradizione della scuola russa. Bigelow, regista di Point Break e Strange Days, prima e unica donna a ottenere il premio Oscar® per la miglior regia con The Hurt Locker, torna dietro la macchina da presa, a cinque anni dall’uscita di Zero Dark Thirty.

Donne anche in Tout nous sépare di Thierry Klifa con Catherine Deneuve, ambientato in una cittadina della costa, tra Sète e Perpignan, dove una madre e una figlia segnate da un legame tormentato da disabilità e tossicodipendenza, finiscono invischiate in una vicenda di ricatti legata a un pericoloso sottobosco criminale. “Dopo Les yeux de sa mère avevo voglia di scrivere ancora per Catherine” ha spiegato il regista raccontandola un po’ “come una Gena Rowlands in Gloria di John Cassavates: risoluta, forte e coraggiosa. Sebbene non sia alla fine così sincera come sembra…”

Ancora film? Quelli dedicati ai ragazzi per esempio: sono più di diecimila le prenotazioni degli studenti per Alice nella città, la sezione autonoma e parallela della Festa. Tra i suoi ospiti Sophie Nélisse, giovane attrice canadese protagonista in Storia di una ladra di libri di Brian Percival. Ha aperto il concorso un film d’animazione ambientato nella Kabul devastata dalla dittatura dei Talebani, The Breadwinner, prodotto da Angelina Jolie e proposto in collaborazione con la Festa. Tratto dall’omonimo bestseller di Deborah Ellis, il film parla dell’oppressione delle donne in Afghanistan, attraverso la coraggiosa esperienza di una ragazzina di undici anni costretta a travestirsi da ragazzo per poter mantenere la madre e la sorella mentre il padre è ingiustamente incarcerato. Ancora una donna per la regia di questo cartone: Nora Twomey e la sceneggiatrice è Anita Doron.

Tre grandi star dello stile italiano nel mondo come Dante Ferretti, scenografo, e sua moglie, l’art director Francesca Lo Schiavo con la straordinaria costumista Oscar® Milena Canonero eccezionalmente in Italia, hanno concluso infine il lungo convegno dedicato al futuro del cinema italiano nel segno di un’eccellenza che ha conquistato Hollywood. Curiosità e applausi per i loro racconti, timide confidenze di set di tre grandi firme che non dimenticano nell’industria l’importanza dell’artigianato.

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