Festa di Roma: è il giorno di Borg McEnroe. Quando lo sport, anche al cinema, è competizione

È arrivato il giorno. Con Borg McEnroe di Janus Metz, dall’inizio della Festa uno dei film più attesi dal pubblico, il ritratto avvincente di due grandi protagonisti della storia del tennis e insieme, in un film non solo per gli appassionati, il racconto, epico, di una finale diventata leggenda: quella di Wimbledon 1980. “Per me è la versione ambientata nel mondo del tennis di Toro scatenato – ha spiegato oggi il regista – il racconto di due ragazzi e della loro sfida, insomma, ognuno in lotta per dimostrare di essere il migliore, per sentirsi importante, per essere qualcuno”. Storia di due campioni ma anche di due contendenti storici, imprigionati in una delle rivalità “ma anche nei loro demoni”, in uno dei duelli più spettacolari nella storia dello sport, applaudita eccezionalmente dai campioni dello sport, stasera sul red carpet, Adriano Panatta, Nicola Pietrangeli, Filippo Magnini, Margherita Granbassi, Guido Vianello.

Dallo sport alla storia, con una vera celebrazione, in anticipo sulla proiezione restaurata, domani pomeriggio alla presenza di Ennio Morricone e Rosanna Fratello che fu interprete del film, Giuliano Montaldo ha ricordato il making of di Sacco e Vanzetti restaurato grazie a Cineteca di Bologna, Istituto Luce-Cinecittà e Rai Cinema. Un capolavoro ma anche un film, nel 1971, importante per l’interpretazione di Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla (premiato a Cannes come miglior interprete), e soprattutto per il messaggio contro la pena di morte ancora drammaticamente attuale. Il film torna sugli schermi in una versione restaurata in 4K a 90 anni dall’esecuzione dei due anarchici italiani, avvenuta il 23 agosto 1927, e a 50 anni dalla loro riabilitazione giudiziaria, quando l’onta sulla loro memoria venne cancellata per decreto. Morricone, lo ricordiamo, è autore insieme alla grande Joan Baez della famosa colonna sonora del film che include il brano-inno “Here’s to You” cantata dalla stessa Joan Baez.

Difficile immaginare che oggi l’attenzione sia concentrata sul resto… La Festa però con Mudbound di Dee Rees parla anche di amicizia e razzismo raccontando di Jamie, che da Memphis si è trasferito nel Sud rurale, e del mezzadro Ronsel, che appena rientrati dai campi di battaglia, diventano amici e finiscono a lavorare insieme in una fattoria nel Mississippi.

Ancora: Los Adioses di Natalia Beristáin con Rosario ci racconta invece una studentessa introversa e insofferente nei confronti di una società dominata e gestita dagli uomini, che diventerà una figura chiave della letteratura messicana e anche del movimento femminista latinoamericano.

Con Tormentero di Rubén Ímaz la semplice storia di un ex pescatore che scopre, nel suo villaggio, un giacimento di petrolio e cambia così la vita di amici e vicini, che però gli voltano le spalle.

Ma la curiosità intellettuale della giornata è un evento speciale che lega cinema e musica con la proiezione di NYsferatu – Symphony of a Century, regia dell’italiano newyorchese Andrea Mastrovito con accompagnamento musicale dal vivo. Mastrovito è un artista italiano che ha ridisegnato a mano uno dei capolavori del cinema muto, appunto il Nosferatu di Murnau del 1922, in tre anni di lavoro e circa trentamila tavole.

Parla infine di uomini e violenza stasera al MAXXI, il documentario di Elisabetta Lodoli Ma l’amore c’entra? Con le storie sconvolgenti di tre maschi e della loro (mal)educazione sentimentale. Insieme, il corto Muro di bambole.

La Festa chiude domani con l’anteprima del film di Paolo Genovese, cast italiano stellare, e l’incontro nel pomeriggio con il grande David Lynch premio alla carriera. Chiude anche Alice che porta sul red carpet la sua ultima star. Una superstar come Orlando Bloom.

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