Festa DOC: Tra Scola e Amelio Roma ricorda anche Corbucci

Tra spettacolo e temi d’impegno sociale, la Festa non dimentica il cinema di famiglia d’autore.

C’è anche il (grande) cinema di famiglia alla Festa di Roma che, tra spettacolo e temi d’impegno sociale non dimentica la memoria ma anche la grande attualità dei suoi documentari d’autore. Scola visto da vicino, attraverso lo sguardo delle figlie Paola e Silvia è il protagonista di Ridendo e scherzando, intervistato da un cronista d’eccezione come Pif e rappresentato sullo schermo, oltreché dai suoi film, da molti materiali d’autore rubati alla memoria del cinema. La scuola italiana e i suoi protagonisti – insegnanti, alunni, famiglie – è invece protagonista del film di archivio che Gianni Amelio dedica insieme a Cecilia Pagliarani all’Italia nel passaggio tra analfabetismo e istruzione. E Roma non dimentica uno dei suoi autori popolari, con il documentario dedicato a Sergio Corbucci.

Ettore Scola, Scherzando e ridendo

Uno degli Omaggi della Festa di Roma (insieme alla versione restaurata de La terrazza) nel documentario, prodotto da Palomar e Surf Film, è per Ettore Scola, autore di un cinema capace di raccontare un Paese e i suoi protagonisti in quasi 90 titoli. Premiato due volte a Cannes e una a Berlino, anche se non ha mai avuto un Leone d’Oro a Venezia Scola è protagonista di un viaggio costruito attraverso le clip dei film e i materiali di repertorio ma anche i Super 8 di famiglia, oltre disegni e vignette dei tempi del Marcaurelio. “Sappiamo quanto nostro padre detesti essere celebrato e commemorato anche se è amatissimo da tante persone e per questo abbiamo scelto la strada dell’autoracconto” dice Silvia Scola anche a nome di Paola, la sorella co-autrice del film.

“Volevamo fare un documentario da ridere., cercando di usare la chiave del suo cinema: parlare cioè di cose serie, facendo ridere”.

Gianni Amelio e la scuola

Prodotto da Istituto Luce Cinecittà, sulla storia dell’educazione nell’Italia tra il fascismo e il boom economico, Registro di classe, nasce da un progetto mancato.. “Volevo fare un lungometraggio su una maestra del dopoguerra, ispirato a una mia zia che insegnava nella scuola serale in Calabria e che ogni giorno si faceva 16 km a piedi tra andare e tornare. Avrebbe dovuto essere il racconto di una ragazza che esce dalle magistrali e va a fare la scuola serale a 300 adulti, solo uomini, dai 21 ai 100 anni” racconta Amelio. Il film non me l’hanno fatto fare, ma il Luce mi ha aperto l’archivio del Luce e così è nato questo primo capitolo, dal 1900 al 1960, a cui ne seguiranno almeno altri due”. Registro di classe sarà probabilmente in sala per 48 ore in tutta Italia con proiezioni e dibattiti rivolti a studenti e insegnanti, poi la Rai, che lo co-produce, lo manderà in onda. Il libro secondo, dagli anni ’70 al 2000, ovvero un nuovo capitolo del documentario è in lavorazione .

SERGIO CORBUCCI IN 70 FILM

Una settantina di film, dal “peplum” all’horror, dal comico al giallo, dal film musicale al western, il genere che forse preferiva e di cui è considerato un maestro assieme a Sergio Leone, sono I protagonisti del documentario presentato tra molti amici, tra i quali Franco Nero che ha annunciato che Quentin Tarantino sta scrivendo un libro sul suo cinema. “Aveva mestiere, inventiva e ironia, qualità che ha messo al servizio di generi diversi di film, come il western nella neve Il grande silenzio dov’è il ‘buono’ ad avere la peggio” ricorda l’attore, interprete di alcuni suoi spaghetti western. L’uomo che ride, è il titolo del documentario sul suo cinema realizzato da Gioia Magrini e Roberto Meddi e distribuito da Luce Cinecittà che lo ha anche coprodotto insieme a Bendico. “Il suo era un cinema semplice come quello di mio padre” ha detto anche Enrico Vanzina, ricordandolo. “Insieme sono stati al servizio del cinema medio e popolare, un cinema semplice e oggi Corbucci da morto si prende forse una rivincita con i suoi detrattori in vita: l’idea che Tarantino si stia occupando di lui lo conferma”.

(Photo Getty: 493228828)

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