Divina Scarlett: presente (sul red carpet) o assente (nel film Her) conquista tutti

di TBWA-admin

Sul red carpet è stata regina di glamour Scarlett Johansson, pura voce nel meraviglioso HER, nuovo film firmato Spike Jones – che già alla prima proiezione per la stampa alle ore nove di mattina ha riscosso applausi e ovazioni. Voce intelligente, sensuale, femminile, fragile, voce che tutto dice e tutto esprime. Tutt’altro che robotica, è la voce umana-più-che-umana di un sistema operativo che prevede persino una coscienza. Un personaggio descritto per assenza dalla penna di Jones: si dà nel suo non darsi, non ha una storia, non ha un vissuto, e tuttavia comunica emozioni a più di ottomila persone (e si innamora di 641 utenti).

Soprattutto non ha corpo, e forse è questo il dato più rivoluzionario della descrizione di un personaggio femminile nell’era dell’esaltazione dei corpi di donna. Scarlett, proprio la diva che fa incetta di copertine per la sua avvenenza, per la prima volta è chiamata a interpretare un senza corpo. Un puro cervello, un cuore che batte senza avere una propria storia. Incrina la voce, sospira, ride, gode, piange, tutto di risposta alla performance sempre convincente di Joaquin Phoenix, qui nei panni di uno scrittore di lettere altrui per professione, che tramite lo schermo (il pc, i videogiochi) si tiene a giusta distanza dalla vita dopo una cocente delusione amorosa, rifugiandosi nel virtuale.

Ed è qui che Spike Jones, autore della sceneggiatura e regista, pone le questioni più interessanti: siamo sicuri che il virtuale sia il regno della finzione dell’incontro? Dell’allontanamento dell’altro, della mistificazione, della distanza dall’autentico? Una relazione virtuale ha valore nel reale? Si può fare a meno della fisicità in un rapporto a due? Sono tanti gli interrogativi che percorrono la pellicola, e prima ancora il protagonista, tormentato nella sua romantica relazione con Samantha, voce di un sistema operativo con cui è a contatto 24 ore su 24.

Una fiaba d’amore del nuovo millennio, questa la provocazione intellettuale e artista che lancia Her: comunicazione tra cervelli, prossimità emotiva che polverizza le lontananze fisiche, ribaltamento del clichè dell’onnipresenza.

“Non ho risposte da dare, non mi sento così intelligente, nel film volevo solo parlare del fatto che tutti creiamo un rapporto d’amore già nelle nostre teste, ma il mio obiettivo era non giudicare, preferisco i film che non prendono posizione rispetto alle idee dei personaggi”, sostiene Jonze. E Phoenix aggiunge: “Quello che interpreto è un uomo che prima comunicava, interagiva con gli altri, aveva una vita piena. Con il divorzio di colpo si sente tagliato fuori dal mondo”. Poi fa una battuta per chiudere e stemperare la serietà dell’incontro: “Comunque io il corpo di Scarlett l’ho visto. Dietro in vetro e in sala di registrazione, però c’era. Eccome se c’era”.

di Claudia Catalli e foto Federica De Masi © per

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