Tra Denial e Capitan Fantastic c’è Viggo, papà supereroe…

Debutto molto atteso alla Festa del Cinema di Roma per La verità negata (Denial), come un legal thriller, il film su un processo storico contro il negazionista dell’Olocausto. Ma il red carpet dell’Auditorium oggi è soprattutto per Viggo Mortensen e il suo Capitan Fantastic. Un personaggio, il suo, che non ha niente a che vedere con la cupezza delle interpretazioni cult ne Il Signore degli Anelli o La promessa dell’assassino ma Mortensen anche stavolta ha conquistato subito la curiosità della stampa, insieme all’entusiasmo dei molti fans arrivati in cerca di un autografo dietro il ‘plotone’ di ragazzini che ogni mattina affollano l’Auditorium per gli appuntamenti proposti dalla sezione Alice nella città.

“Mi piace l’idea di un modello familiare basato sulla curiosità, l’integrità, il dialogo aperto con i figli: non si tratta di una questione ideologica, di sinistra o di destra, ma di buon senso…” dice Viggo proprio come parlerebbe il suo personaggio, Ben, un padre ben più e inflessibile e gorse anche figlio di una cultura hippy di quanto lui non dichiari di essere nella vita. “Mio padre? Lavorava, non lo vedevano molto, ma ci ha insegnato ad andare a caccia, a conoscere i nomi degli alberi, a conoscere la natura. Quello che ho imparato da lui mi ha aiutato molto a preparare il mio personaggio” racconta nel suo tour alla Festa. Nel film di Matt Ross, attore e in questo caso regista, che la Festa condivide con il programma di Alice è Ben, un padre che vive isolato con moglie e sei figli nelle foreste del Nord America: una tragedia li costringerà però ad affrontare la società e con il mondo reale, un sistema di valori completamente diverso. “E’ una storia di formazione ma anche la commedia della vita quotidiana di una famiglia bizzarra che sceglie di vivere nella natura” ha raccontato il regista che, pur non avendo avuto alcuna tentazione autobiografica ha rivelato però di aver vissuto personalmente negli anni Ottanta un’esperienza con la sua famiglia provando l’esperienza di una tenda indiana fra le montagne, in assoluto isolamento dal mondo. “Se ho fatto questo film è per spiegare cosa significhi fare il padre oggi”, dice. E Mortensen: “Questo è stato uno dei più bei copioni che abbia mai letto. Sono stato subito attratto dall’idea di interpretare questo padre attraverso il viaggio emotivo nel rapporto con i suoi sei figli e gli ostacoli che incontra educandoli in modo alternativo.

“Fin dal titolo, Capitan Fantastic, mi sono chiesto se si trattasse di raccontare un personaggio dei fumetti, ma in fondo anche lui è, a suo modo, un supereroe…”

Decisamente meno glamour la storia avvincente, imperniata su una vera battaglia legale, de La verità negata (Denial) diretto da Mick Jackson, tratto dal libro History on Trial: My Day in Court with a Holocaust Denier con una protagonista come Rachel Weisz. Il film, ambientato alla fine degli anni Novanta, racconta la vera battaglia legale in cui la Lipstadt dovette difendersi dal negazionista dell’Olocausto David Irving, quando da lui fu accusata insieme alla sua casa editrice di diffamazione. In quel processo la Lipstadt fu costretta a dimostrare nell’aula di un tribunale che l’Olocausto è realmente avvenuto, e che Irving aveva falsificato la verità.

Il “partigiano di Hitler” sosteneva infatti che il nazismo avesse tentato di proteggere gli ebrei, non di perseguitarli e che l’Olocausto fosse solo un’invenzione come le camere a gas nei campi di sterminio. Un teorema che, come il processo, ora anche il film smonta e distrugge con la forza della Storia e delle testimonianze dolorose di chi è sopravvissuto all’Olocausto.

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