Da Mr. Morgan’s Last Love a About Time

di TBWA-admin

“Ho perso mio padre nel 2007 all’improvviso, gli ero molto legata, lo ricordo come un momento scioccante. Da lì è partito il mio percorso, prima interiore poi artistico, per capire come si possa tirare avanti senza poter più parlare con chi amavi più di chiunque altro al mondo: oggi, mi piacerebbe che mio padre potesse vedere il mio film”.

A parlare è Sandra Nettelbeck, sceneggiatrice e regista di Mr Morgan’s Last Love, pellicola agrodolce presentata al Festival del Film Locarno, capace di affrontare con leggerezza e maturità il dramma di chi sopravvive alla scomparsa della persona che ama. Succede a Mr Morgan, interpretato dal sempre ineccepibile Michael Caine, “che sarebbe venuto volentieri a Locarno, ma all’ultimo Christopher Nolan ha cambiato la schedule ed è dovuto partire per il Canada”. Inutile dire che i suoi monologhi, indubbiamente ben scritti, sono lezioni perlate di recitazione.

Nel film interpreta un americano a Parigi che convive a stento con la propria solitudine, non elabora mai il suo lutto, si lascia vivere in malo modo, finche’ non incontra Pauline (l’intensa Clemence Poesy). Non un nuovo amore, piuttosto la chance di riempire i vuoti di una vita, colmare lacune, riparare torti, ricucire rapporti complicati (come con suo figlio, un rabbioso Justin Kirk). Una pellicola lieve, delicata, toccante, come un Cha Cha Cha improvvisato smarrendosi tra la folla di chi non sa.

Non è l’unico film che inchioda lo spettatore di fronte alla riflessione sulla morte, e dunque sulla vita: è in fondo il leitmotiv di gran parte dei film presentati a Locarno, e il concorso non fa eccezione. Basti pensare a Sangue di Pippo Delbono, omaggio funebre alla scomparsa di una madre e alle macerie anche politiche di un paese, o al giapponese Tomogui, storia di un delitto con castigo tra perversioni sessuali e violenza sulle donne. Per non parlare di Short Term12, ottima pellicola scritta e diretta da Destin Cretton in cui la protagonista (la talentuosa Brie Larson) imparerà, attraverso il gruppo di ragazzi difficili che aiuta, a lasciar andare un passato che la tormenta e lasciarsi andare ad un futuro che ha già in mano (in grembo) e l’attende.

Stesso dicasi per il ragazzo interpretato dal bravissimo Domhall Gleeson in About Time, nuova commedia di Richard Curtis che utilizza l’espediente narrativo del viaggio nel tempo per raccontare, senza prendersi troppo sul serio, quella che in sintesi è la storia dell’umanità: la crescita, l’indipendenza, l’amore, la creazione di una famiglia, la difficoltà di abbandonare le proprie origini e accettare l’inaccettabile, cioè la perdita dei propri cari. Curtis cede al sentimentalismo solo sul finale, riuscendo però a firmare per tutto il resto del film un affresco a tratti addirittura divertente su ciò che sempre siamo. Anime in cerca di compiutezza che sognano sempre un’altra chance, dimenticandosi, per sbadatezza, distrazione o frenesia, di averne già in mano infinite per rendere ogni singola giornata memorabile.

Contenuto in collaborazione con 

Oggi_al_Cinema_logo

 

Tags

, , , , , , , , ,

Condividi quest'articolo

Commenti

Per poter lasciare il tuo commento devi essere registrato

CLICCA QUI PER
REGISTRARTI

Segui welovecinema

We Love Cinema