Con Monica Bellucci, profumo di star. E domani alla Mostra arrivano i premi

di Laura Delli Colli

“Dobbiamo amarci sempre e saper coltivare negli anni la bellezza con attenzione, oltre il nostro corpo” dice Monica Bellucci, quasi 52 anni – lei sì – la Grande Bellezza, che arriva a Venezia regale e misteriosa come l’icona di una sposa in nero, di notte, con un muro di flash ad attenderla lungo l’imbarcadero dell’Hotel Excelsior che accoglie tutti i divi di passaggio alla Mostra del Cinema. Con On a milky way di Emir Kusturica, subito premiato dalla giuria dei ragazzi Agiscuola con il Leoncino d’Oro un film che racconta, come in un affresco pastorale, una storia non solo sentimentale ma perfino bucolica è lei, oggi, la protagonista della Mostra, in una giornata di vigilia della chiusura sulla quale già piovono i primi premi. Felici di averli ricevuti dalla stampa del cinema i due attori de La ragazza del mondo Michele Riondino e Sara Serraiocco, il cast di Piuma e soprattutto regista, produttore, protagoniste di Indivisibili e tra gli stranieri soprattutto Konchalosky con Il suo film poetico ed elegante che ha conquistato la giuria dei ragazzi portando a casa la menzione Unicef, l’ala più cattolica del cinema che gli ha assegnato il Premio Bresson e perfino la giuria dell’unico premio collaterale per la sonorità nel cinema, il ‘Soundtrack stars award’ che lo ha premiato per il suo film “Paradise”.

È stata Monica Bellucci, neanche a dirlo, a catalizzare però in esclusiva l’attenzione di fotografi e giornalisti in questa penultima giornata veneziana. Nel film è La Sposa, e dice: “La bellezza crea curiosità e violenza. Bisogna saper gestire l’amore che può provocare la bellezza ma anche la violenza che può generare”. Nel film esplode, per esempio, quando una rifugiata italiana sfuggita alla gelosia di un generale inglese, arriva in un piccolo villaggio dell’Erzegovina dove vive un lattaio (è Kusturica) che porta da mangiare ai soldati bloccati in trincea.

Un film ambientato durante la guerra dei Balcani ma, dice la Bellucci: “Emir ha girato un film senza politica e senza Storia perché la storia che racconta potrebbe svolgersi in qualunque epoca e durante qualsiasi guerra”. Il film è infatti un racconto sentimentale ma anche un atto d’amore per la natura dove gli animali sono protagonisti: il lattaio dialoga con il suo asino, ha un falco pellegrino sulla spalla e riesce a comunicare perfino con le oche e con un serpente.

Con On the Milky Road il regista serbo torna alla Mostra trentacinque anni dopo il debutto con Ti ricordi Dolly Bell? Leone d’oro allora per l’opera prima. “È una bella emozione essere di nuovo qui,” dice. Monica? “Tra noi si è creata una bella alchimia”. E lei: ”Non smetterò di ringraziarlo per aver dato al mio personaggio una femminilità speciale dolcezza, maternità, ma anche coraggio e una grande forza”. Una via lattea in un circo di animali in cui la vera protagonista, con i sentimenti, è la forza della natura.

Stanotte la Giuria della Mostra entra in conclave per decidere i premi. Domani sera sapremo chi ha vinto.

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