Chiedi cinema visionario, risponde Terry Gilliam

di TBWA-admin

Dopo gli astronauti sballonzolati nello spazio di Gravity un’altra pellicola piena di fantasia e estro creativo ha deliziato i palati cinefili del Lido.

È The Zero Theorem di Terry Gilliam, che con il suo stile unico a livello planetario racconta la quotidianità cupa e frustrata di un nevrotico hacker (il camaleontico Christoph Waltz, sempre più straordinario nelle sue performance) in un futuro immaginario. La fantasia incontra il reale in dettagli gustosissimi, come pubblicità in ogni dove che ti dicono cosa mangiare, come acquistare entusiasmo, quale medicina miracolosa usare per fare delle buone scelte.

Un futuro, insomma, quello prospettato dal visionario nuovo lavoro di Gilliam, dove gli individui saranno schiacciati da presunti “prescelti” (Matt Damon in improbabili abiti ne è esempio), comandati come marionette, isolati, psicotici, spaventati e disabituati ad amare se non virtualmente. Un mondo di anime sospese nell’attesa di una chiamata, quella fatidica, che finalmente riveli loro chi sono e perché sono al mondo.

Con il solito tocco di humour nero e lo stile peculiare di un vero maestro dell’arte cinematografica, Gilliam firma un piccolo gioiello di riflessione esistenziale, che tra una satira ai social network e una battuta sul bombardamento di immagini a cui siamo abituati, racconta la parabola di un uomo perso nel mistero della vita. Uno come noi, che si domanda che ci sta a fare su questo delirante pezzo di Terra. La risposta sta nel Teorema dello Zero: dal nulla proveniamo, dal nulla torneremo e il bello è che non c’e’ niente di male in tutto questo. Nichilismo? Sì, ma nichilismo innamorato: via le angosce, sembra voler dire Gilliam, è tempo di godersi ciò che resta – magari un tramonto, l’ultimo, a salutare il sole che cade. E poi rimbalza, per caso, per gioco, per follia.

“Nel 1984 con Brazil riflettevo su una società futuristica, qui invece ho voluto riflettere sul presente, sui nostri giorni, sul nostro virtuale, internet, il nuovo modo di comunicare. E solo dopo pensare al futuro: il modo migliore per guardare al futuro è non scordarsi del passato. Il mondo delle attuali multinazionali instilla una sola fede: la tecnologia. Ma la cosa che mi dà più fastidio è che si è tornati ad aver paura di fare domande. E questo non è bello”.

Di Claudia Catalli per Oggialcinema.net
Photocall – The Zero Theorem – Film Delegation – la Biennale di Venezia – Foto ASAC

 

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