BNL e il Cinema: da 80 anni insieme

“Il cinema deve essere spettacolo, questo vuole il pubblico. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito. Ecco perché il cinema è mito”: così diceva Sergio Leone senza sapere che proprio lui, con i suoi film, sarebbe entrato presto nella mitologia italiana e internazionale.

E Federico Fellini: “Non è solo una forma d’arte, in realtà è una nuova forma di vita, con i suoi ritmi, le sue cadenze, le prospettive e le sue trasparenze. È il mio modo di raccontare una storia”.

Mitologia e racconto, scoperte e generi, ma soprattutto grande cinema d’autore e nuovi talenti destinati a diventare davvero ‘grandi’ sono anche il fil rouge di una storia che tra pochi mesi, nel 2015 festeggia i suoi primi 80 anni.

Era il 1935 quando un regio decreto attuativo istituì la Sezione Autonoma per il Credito Cinematografico presso la Banca Nazionale del Lavoro: i primi autori si chiamavano Augusto Genina e Carmine Gallone e, prima di ‘scoprire’ Mattoli, Camerini, il grande Mario Soldati e Amleto Palermi, il ‘regista con gli stivali’ Goffredo Alessandrini e il loro cinema, BNL era già, simbolicamente, dietro la macchina da presa.

Ottant’anni: non bastano duecento titoli per siglare un sostegno economico finanziario che è stata autentica partecipazione alla formazione di generazioni di autori, ma anche a far nascere nel pubblico passioni e autentiche emozioni ma soprattutto a dare un contributo determinante all’industria nazionale.

Mentre l’ultimo film nato con il contributo di BNL Gruppo BNP Paribas lancia con “Non essere cattivo” la più inedita proposta d’autore verso la selezione degli Oscar® e incuriosisce la prestigiosa giuria degli Academy, l’ultimo Sorrentino di “Youth – La giovinezza” apre il ventaglio dei titoli che hanno scritto questa storia nella Storia del Cinema Italiano attraversando i generi e siglando di decennio in decennio le tappe di una mappa che è un viaggio indimenticabile nel cinema di qualità.

Zampa, Visconti, De Sica, Rossellini, Bonnard poi Alberto Lattuada inaugurano negli anni Quaranta un decennio storico siglato anche dalla prima vittoria italiana a Venezia con il Leone d’oro a Cielo sulla palude di Augusti Genina. Era il 1949: quanti Leoni, Oscar®, David di Donatello, Nastri d’Argento, poi I Ciak e tanti altri premi nella bacheca della ‘Banca del cinema’? E quante scoperte, quanta sperimentazione, quanto coraggio nel sostegno al cinema d’autore ma anche ai film che hanno fatto storia, magari, anche solo con la loro popolarità in questi ottant’anni coraggiosi e magnifici?

Totò a colori per scoprire l’emozione di un cinema che voleva assomigliare a Hollywood (anche se le luci erano talmente forti da mandare in fumo le parrucche di Totò…), o Sordi con Fellini ne Lo sceicco bianco mentre De Sica pensava Sophia pizzaiola ne L’oro di Napoli, dai libri di Marotta, Visconti preparava Senso e Comencini il primo dei Pane amore e fantasia simbolo di un’epoca in cui davvero l’Italia più a Sud rischiava di poter mangiare in uno ‘sfilatino’ giusto la fantasia di un companatico che mancava…

Poi l’Italia ha vissuto il boom, attraversando col cinema la commedia inimitabile di Risi e Monicelli ma anche il grande racconto di un Paese nello specchio del cinema d’autore con Ettore Scola Pupi Avati. BNL c’era per Ermanno Olmi e I suoi capolavori come per Carlo Verdone alle prime armi, c’è stata per Franco Zeffirelli e per Giuseppe Tornatore, per Liliana Cavani e Marco Risi, per Ricky Tognazzi e Nanni Loy, per Marco Bellocchio e Marco Tullio Giordana, per Archibugi e Faenza, Troisi e Luchetti, per Amelio, Mazzacurati e Salvatores.

Ha finanziato Salvatores e Garrone, Castellitto, Sorrentino, Maria Sole Tognazzi.

“Il cinema deve essere spettacolo, questo vuole il pubblico. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito. Ecco perché il cinema è mito”.

Ecco perché BNL da 80 anni è nel cuore del cinema italiano.

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