A casa tutti bene – Gli effetti digitali realizzati da EDI

di Gianni Canova

Tempo di lettura: 3 minuti

Bloccati. Obbligati a restare lì. Senza possibilità di andarsene, di tornare a casa, di liberarsi di una compagnia non sempre gradita. Come accadeva ai protagonisti di quel capolavoro che è L’angelo sterminatore di Luis Buñuel, anche i personaggi di A casa tutti bene di Gabriele Muccino si ritrovano a dover convivere per un po’ di tempo in una condizione di cattività.

I personaggi di Buñuel non riuscivano più a uscire dal salotto del palazzo borghese in cui erano andati a cena, quelli di Muccino – arrivati a Ischia per festeggiare con un pranzo le nozze d’oro dei progenitori della famiglia – vengono sorpresi da una mareggiata imprevista per cui tutti i collegamenti con la terraferma vengono sospesi e loro sono costretti non solo a dormire lì, ma anche a ricominciare quel gioco di baruffe, schermaglie, tradimenti, rancori, amori improvvisi e cronici disamori in cui erano precipitati nelle ore precedenti. Questo, di fatto, l’espediente cui fa ricorso la sceneggiatura – scritta dallo stesso Muccino con Paolo Costella – per giustificare narrativamente il blocco forzato dei personaggi sull’isola. E però.

Però capita che quando la troupe sbarca a Ischia di mareggiate non c’è nemmeno l’ombra. Calma piatta. Piattissima. Un mare che sembra olio. Da non crederci. Il meteo dice che resterà così per settimane, forse per mesi. Che si fa in una situazione produttiva come questa? 30 anni fa o si cambiava location o si riaggiustava la sceneggiatura o si mollava il progetto. Oggi no. Oggi ci sono gli effetti digitali.

Muccino chiama Francesco Grisi e Pasquale Croce di EDI – Effetti Digitali Italiani, e chiede loro un aiuto per risolvere il problema. E loro provvedono a creare l’effetto mareggiata in tutte le immagini in cui il mare appariva invece liscio e piatto. In alcuni casi generando immagini direttamente al computer, in altri casi utilizzando immagini di mare in burrasca filmate dopo la fine delle riprese e intarsiandole sulle immagini realizzate dalla troupe di Muccino. Esperti nella simulazione realistica di fluidi e liquidi, i tecnici digitali sono intervenuti generando digitalmente le onde ed i flutti necessari a trasformare un tranquillo mare estivo in un mare burrascoso. Al fine, poi, di ottenere anche la sensazione della violenza dei flutti e la percezione di quanto proibitive fossero le condizioni del mare, attraverso l’uso del 3D è stata messa a punto una simulazione fisicamente accurata delle onde che si impattano sul frangiflutti.

Lo spettatore che segue la storia, e che vede ad esempio le onde che increspano il mare nella scena in cui Carlo (Favino) minaccia di buttare al di sotto Ginevra (Crescentini) non si rende conto che lì c’è un effetto: sono interventi quasi invisibili, tanto più preziosi quanto meno immediatamente percepibili dallo spettatore.

In modo analogo si devono sempre a EDI gli effetti acquatici sui vetri della finestra al di là della quale vediamo la notte d’amore fra i due sedicenni o il piano sequenza che raccorda due scene girate da Muccino, quando la macchina da presa esce da una stanza, passando attraverso i vetri della finestra, per descrivere un’ampia panoramica di 360°, realizzata con elementi in time-lapse, finché il movimento termina rientrando nell’ambiente da cui era partito.

Una delle frontiere più interessanti degli effetti visivi oggi è proprio questa: non nella generazione di mirabilia che generano stupore, ma nell’antica arte del ritocco, del dettaglio, paradossalmente del realismo ottenuto non filmando la realtà ma alterando le immagini che la realtà ha generato. Se A casa tutti bene funziona, e riesce a tenere in equilibrio coralità e individualità, come una partitura, o una sinfonia familiare, lo si deve anche alla precisione con cui gli effetti digitali riescono a non farci mai dimenticare che siamo su un‘isola, che il mare è mosso e che nessuno, ma proprio nessuno, può andare via da lì. Noi compresi. Almeno fino alla fine del film.

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