Cannes70: domani al via con Bellucci ‘madrina’, Cardinale sul manifesto e Rohrwacher nel cast del film inaugurale

di Laura Delli Colli

Ci siamo. La madrina, Monica Bellucci, è appena arrivata sulla Croisette e tra ventiquattr’ore, domani sera alle 19, quest’edizione che celebra i primi 70 anni del Festival più atteso dal cinema di tutto il mondo sarà ufficialmente al via. A Cannes dov’è stata personalmente invitata dal Direttore Thierry Fremaux l’attrice è arrivata da Roma dove, nei giorni scorsi, era stata impegnata nelle giornate dedicate al lancio del suo ultimo film, On the milky road, diretto da Emir Kusturica. Monica Bellucci è molto amata in Francia e a Cannes è stata spesso con i suoi film, ai tempi dell’unione con Vincent Cassel, padre delle sue figlie, anche insieme a lui habitué della mitica montée des marches, il red carpet sulla scalinata del Palais che fa battere il cuore anche alle star più abituate ai riti mondani dei Festival di tutto il mondo. L’ultima volta a Cannes, per lei, era stata accanto ad Alice Rohrwacher, la regista sorella di Alba, che torna domani protagonista sulla montée per il film inaugurale di Desplechin. Alice aveva vinto il Gran Premio speciale della Giuria proprio con il film Le meraviglie nel quale Monica appariva come una specie di fata, una meraviglia autoironica lei stessa, circondata da quell’aura di divismo assolutamente speciale che la rende da sempre un’attrice molto amata in tutto il mondo.

Se lei – che avrà non a caso il 1° luglio prossimo a Taormina il Nastro d’Argento europeo – è l’immagine del divismo italiano dei nostri anni, un’altra protagonista di questo Festival di Cannes, ed è Claudia Cardinale, incarna da sempre anche in Francia, da tunisina naturalizzata italiana da sempre, l’immagine di un divismo di ieri che l’ha trasformata, a poco a poco, in un’icona molto amata anche dal cinema e dal pubblico francese. Tanto amata da essere stata scelta quest’anno per siglare l’immagine del Festival che si celebra nell’edizione dei suoi 70 anni sul manifesto rosso fuoco che ce la ricorda giovanissima, in uno splendido giro di danza che ne esalta ancora una vota la freschezza e la bellezza spesso inarrivabile nel confronto con tante altre splendide e bravissime attrici europee di tutti i tempi.

Diciamolo subito, in un Festival che ha bandito ancora una volta per il secondo anno l’Italia dal concorso è comunque una consolazione. Ma la presenza forte della nostra Storia e di un’Italia che si racconta nel pugno di titoli selezionati in altre aree fuori competizione, almeno, celebra una qualità, un protagonismo, perché no un divismo, non solo con i nomi di Monica Bellucci e Claudia Cardinale che domani sera s’incontreranno sul red carpet , ma con un regista ormai icona e sinonimo di grandeur italiana per i francesi come Paolo Sorrentino, invitato nella Giuria internazionale del concorso. E, tra i titoli scelti in rappresentanza del nostro cinema, anche con un’altra presenza molto cara ai francesi, quella di Sergio Castellitto, di nuovo dietro la macchina da presa per Fortunata che a Cannes arriva in Un certain regard, scritto da sua moglie Margaret Mazzantini e interpretato da Jasmine Trinca, Stefano Accorsi, Alessandro Borghi, Stefano Pesce, con la presenza di Hanna Schygulla.

Tra gli altri titoli italiani ricordiamo subito anche un film decisamente diverso dagli altri selezionati: scritto e diretto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, Sicilian Ghost Story racconta la storia della sparizione di un tredicenne, Giuseppe, in un piccolo paese siciliano ai margini di un bosco. “Con questo film volevamo una favola in una Sicilia mai esplorata prima, una Sicilia sognata” anticipano, presentandolo nelle loro note, i registi – collide con il piano di realtà di cui la nostra terra è inevitabilmente portatrice”. In breve è la storia di Luna, compagna di classe innamorata di Giuseppe, che non si rassegna alla sua misteriosa sparizione e si ribella al clima di omertà e complicità che la circondano e pur di ritrovarlo, discende nel mondo oscuro che lo ha inghiottito e che ha in un lago una misteriosa via d’accesso.

Una storia noir che sposa la cronaca drammatica di una sparizione davvero –nella storia dei delitti di mafia-segnata dall’omicidio col corpo sciolto nell’acido. Nella realtà della cronaca, si trattò non di un adolescente ma di un bambino di appena 9 anni, figlio di un pentito. E rivisitarne la drammatica fine in un film che punta anche ad attrarre un pubblico giovane stacca comunque il film dei due autori siciliani dall’immagine di questo Festival, dove i film in arrivo da Roma o dal napoletano sembrano tutti invece orientati a raccontare solo un’Italia realistica, fatta di periferie, devianze ed emarginazione sociale e trasversalmente unita dal fil rouge di un cinema d’impegno che scrive pagine di un nuovo neorealismo, spesso affidato a volti lontani dal richiamo di uno star system che, pure, tra i più giovani, sembra mostrare un nuovo inizio.

Ed è certamente un inizio domani quello delle Giurie di quest’edizione tra le quali Pedro Almódovar, presidente della giuria che deciderà i vincitori del Concorso ufficiale, prende il testimone dal realizzatore della saga di Mad Max, l’australiano George Miller che aveva diretto la Giuria un anno fa. Almódovar era stato in giuria sotto la presidenza di Gerard Depardieu, è poi tornato al festival per presentare sei film, vincere un premio per la sceneggiatura, un premio d’interpretazione collettiva per le sue attrici e un premio per la scenografia. Con lui e con Paolo Sorrentino saranno tra le altre in giuria anche la regista, sceneggiatrice e produttrice tedesca Maren Ade, l’attrice statunitense Jessica Chastain, l’attrice e produttrice cinese Fan Bingbing, dall’attrice e sceneggiatrice francese Agnès Jaoui.

Della giuria di Un certain regard, guidata da Uma Thurman, fanno parte anche il regista egiziano Mohamed Diab, l’attore francese Reda Kateb, il regista belga Joachim Lafosse, il direttore artistico del festival della Repubblica Ceca Karlovy Vary Karel Och. In Camera d’or, insieme al presidente Sandrine Kiberlain, ci sono il direttore della fotografia francese Patrick Blossier, l’attrice francese Elodie Bouchez, il regista e produttore francese Guillaume Brac, il presidente della casa di post produzione francese M141 Thibault Carterot, il critico e scrittore Fabien Gaffez, il produttore svizzero Michel Merkt. Per corti e Cinefondation, il presidente Cristian Mungiu è affiancato invece dall’attrice francese Clotilde Hesme, dal regista e sceneggiatore americano Barry Jenkins, dal regista, sceneggiatore e produttore Eric Khoo e dalla regista, sceneggiatrice e produttrice greca Athina Rachel Tsangari

Torniamo alla serata inaugirale di domani: un po’ di Italia sulla montée come abbiamo già detto c’è anche con Alba Rochrwacher nel cast del film inaugrale Les Fantômes d’Ismaël, di Arnaud Deplechin, con Charlotte Gainsbourg, Marion Cotillarde Mathieu Amalric, Louis Garrel, Hippolyte Girardot . È la storia di Ismaël Vuillard, un regista che sta girando un film su Ivan, singolare diplomatico ispirato alla figura di suo fratello. Assieme e Boom, suo suocero, Ismaël è ancora in lutto per la morte di Carlotta, avvenuta vent’anni prima, ma ha comunque cominciato una nuova vita con Sylvia che è la sua luce. Ma Carlotta riaffiora dal mondo dei morti, Sylvia lo abbandona e Ismaël sull’orlo della follia finirà per abbandonare al loro destino le riprese del suo film tornando a viver a Roubaix, tormentato dai suoi fantasmi. Desplechin è un habitué del Festival di Cannes: in concorso cinque volte ha vinto in passato alla Quinzaine des Réalisateurs con I miei giorni più belli. Il racconto di Cannes 70 continua, da domani, tutti i giorni, fino al gran finale del 28 maggio prossimo.

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