Cannes70: Akin e il terrorismo e un po’ di Hitchcock con Ozon…

di Laura Delli Colli

Meno due, Cannes si avvicina al gran finale con due film completamente diversi tra loro, che portano il Festival sul terreno della cronaca più dura e drammatica di questi tempi (Akin) ma anche in un clima cinematografico di suggestioni d’autore più lontane, fino alle atmosfere del grande Hitchcock (Ozon).

Nel film di Fatih Akin, turco ormai radicato in Germania, nel cuore dell’Europa dilaniata dal terrorismo (In the Fade), una bomba esplode lasciando dietro di sé vittime innocenti. Tra loro il marito e il figlio di una donna, Katja, che resta sola, vittima anche lei della violenza dei terroristi. Passa il tempo, ma il dolore non si cancella e diventa smarrimento, fino al tempo della vendetta in un film che fa riflettere sulla condizione esistenziale di una civiltà ormai a rischio terrorismo, quotidianamente. Quanto resta, però, nel cuore di chi sopravvive? Quanto dolore? Quanta voglia di reagire?

Altre domande dopo aver visto L’amant double di François Ozon in cui la fragile Chloé, in un In treatment dal classico sviluppo anche nel segno di una dipendenza sentimentale e alla fine anche sessuale. La paziente, come spesso accade non solo nei film, finisce per innamorarsi del suo terapeuta, Paul. Andranno a vivere insieme ma lei si renderà conto che la vita di Paul ha molti segreti (e qui il rimando all’atmosfera dei film di Hitchcock è scontata…).

Il Direttore del Festival quando ha illustrato il programma a proposito di questo Ozon ha citato anche Lynch e Cronenberg. Ma per un cineasta cinefilo come Ozon, orgoglio del cinema (e di Cannes…) è elementare pensarci.”Cronenbergien aussi?” si chiedeva Fremaux lanciando il film alla conferenza del Festival. “Oui” risponderemmo convinti di fronte a questo film costruito sul doppio con il ritmo del thriller.

A pochi mesi dall’ultima Mostra di Venezia, in cui il regista portò Frantz, in costume, in bianco e nero, ambientato subito dopo la Grande Guerra L’amant double, racconta la doppia personalità di Paul come il disturbo e la sofferenza di Chloé, giocando anche con il sesso e molto esplicitamente, visto che lo psicanalista decide alla fine – guardacaso – che è quella la migliore terapia consigliabile per risolvere i suoi malesseri. Ozon gioca però anche fisicamente e non solo con le immagini, con il senso del doppio fino ad uno sviluppo inatteso, che preferiamo non rivelare… L’amant double, in concorso, è interpretato, con Jacqueline Bisset, da Marine Vacth e Jérémie Renier.

Cannes si avvicina al traguardo, ci siamo quasi…

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