Cannes, ultimo atto: vince il cinema che sa osare

di TBWA-admin

«Oui, le Festival de Cannes c’est fini». Così la sbarazzina Audrey Tatou, madrina della 66ma edizione del Festival di Cannes, ha esordito, aprendo con un sorriso la serata di premiazione. Una serata che ha visto momenti di grande commozione, lacrime in abbondanza (soprattutto femminili), ma anche momenti più lievi  – su tutti l’entrata in scena di Asia Argento, chiamata a premiare lo splendido Like father like son di Hirokazu, vincitore del Grand Prix: eccessiva e caricaturale, comica al limite dell’imbarazzante, ha fatto ridere tutta la platea, Spielberg compreso.

A giudicare dai risultati, più inattesi che mai, vince il cinema che osa, e che non si fa intimidire dallo spettro della (auto)censura. È sicuramente così per il sopravvalutato Amat Escalante che con il suo violentissimo Heli si aggiudica il premio come miglior regista, ma soprattutto per quello che e’ il trionfatore assoluto del festival, aggiudicatosi eccezionalmente ben tre Palme d’oro (una al regista, due alle attrici protagoniste): La vie d’Adele di Abdellatif Kechiche, liberamente tratto da una graphic novel (Blu e’ un colore caldo) e incentrato sull’educazione sentimentale e sessuale di una ragazza, Adèle Exarchopoulos, che perde la testa per l’artista dai capelli blu, Léa Seydoux. Per loro pianti, abbracci, una corsa mano per mano a ritirare il premio, poi baci al regista e discorsi strozzati dai singhiozzi.

Più commossa che mai anche Berenice Bejo, che ritira il premio dalle mani di Orlando Bloom come migliore attrice per Le Passè di Asghar Farhadi dove si esibisce in una performance davvero intensa: trema, piange, si scompone, chiama sul palco il regista e ripete «Non me l’aspettavo».

Il momento più emozionante della serata e’ stata la proiezione di una scena di Vertigo di Alfred Hitchcock e la conseguente standing ovation collettiva per Kim Novak, che dice: “Stare qui per me è un grande onore, vorrei avere accanto Alfred. Il mio augurio per chiunque vinca è che possa restare nella storia e essere ricordato, com’e’ successo a Vertigo, come film speciale’’.

Cannes, ma sembra Hollywood: d’accordo, con Steven Spielberg e Nicole Kidman in giuria c’era da aspettarselo, ma che la serata di premiazione si trasformasse nella Notte degli Oscar non era scontato. Premi assegnati con la tradizionale formula “And *** goes to” e sul palco si alternano Orlando Bloom, Forest Whitaker, Uma Thurman (e nel mezzo Laetitia Casta e Asia Argento, che sono forse le dive più “esportate” all’estero).

Sorpresa e delusione, infine, per Paolo Sorrentino, totalmente trascurato dal Palmares, malgrado gli ottimi pronostici e soprattutto le critiche entusiastiche a La grande bellezza da parte della stampa internazionale.
Di seguito, un riepilogo di tutti premi. Da Cannes è tutto, appuntamento al prossimo anno.

  • Palma d’Oro: LA VIE D’ADÈLE – CHAPITRE 1 & 2 (Blue Is The Warmest Colour) by Abdellatif KECHICHE with Adèle EXARCHOPOULOS & Léa SEYDOUX
  • Grand Prix: INSIDE LLEWYN DAVIS by Ethan COEN and Joel COEN
  • Miglior regia: Amat ESCALANTE per HELI
  • Premio Giuria: SOSHITE CHICHI NI NARU (Like Father, Like Son) by KORE-EDA Hirokazu
  • Miglior sceneggiatura: JIA Zhangke for TIAN ZHU DING (A Touch Of Sin)
  • Miglior attrice: Bérénice BEJO in LE PASSÉ (The Past) by Asghar FARHADI
  • Miglior attore: Bruce DERN in NEBRASKA by Alexander PAYNE

 

Di Claudia Catalli per Oggi al Cinema
Foto: Abdellatif Kechiche, Léa Seydoux and Adele Exarchopoulos – Palme d’or – La Vie d’Adèle (Blue Is the Warmest Color) © AFP

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