Cannes 71: È il giorno di Scorsese e tra Cruz e Bardem debutta Paul Dano

di Laura Delli Colli

Tempo di lettura: 3 minuti

Standing ovation inaugurale con consegna dell’ambitissimo Premio Carrosse d’Or: il personaggio del giorno a Cannes è Martin Scorsese, premiato al festival dalla Quinzaine, la sezione autonoma degli autori e protagonista eccellente e generoso oggi, di una masterclass che ha mobilitato addirittura quattro registi del cinema francese prima della proiezione speciale del suo Mean Streets. Così Jacques Audiard, Rebecca Zlotowski, Bertrand Bonello e Cédric Klapisch hanno aperto la maratona della Quinzaine siglata da un premio alla carriera davvero prestigioso e non solo hollywoodiano ma nel segno di una creatività unica, fatta di cultura cinematografica e attenzione all’Europa, con una speciale passione per i grandi autori italiani.

Scorsese lo ha dimostrato parlando non solo del suo cinema in una giornata che si è aperta all’indomani dell’inaugurazione ufficiale, con l’incontro che Cannes gli ha dedicato e ancora oggi dopo, l’inaugurazione ufficiale, ai protagonisti di Todos lo saben, ovviamente Penelope Cruz e Javier Bardem, diretti da Ashgar Farhadi. Per i due attori, dopo il film, coprodotto anche dall’Italia (Lucky Red e Rai Cinema) oggi l’incontro con la stampa nel quale, insieme al regista, hanno risposto sul film raccontando quanto siano stati conquistati subito dal progetto di Asghar Farhadi.

Ed è stato il regista a chiudere nel segno dell’impegno per la libertà di opinione, prendendo la parola per lanciare un appello a favore del collega Jafar Panahi che ancora le autorità iraniane non hanno autorizzato a raggiungere Cannes dov’è programmato un suo film. “Quest’anno ci sono due film iraniani in concorso, il mio e quello di Jafar. Con lui ho parlato ieri al telefono, il suo lavoro merita rispetto e spero molto personalmente che potrà venire a Cannes. Ho un messaggio – ha detto- per le persone che prenderanno questa decisione: lasciatelo partire, fate che possa vedere nello sguardo degli spettatori come viene recepito il suo film, non lasciate che del suo lavoro si legga solo sui giornali…Per me è strano essere qui con voi, mentre lui non può uscire dall’Iran , visto che parlo di un uomo coraggioso che ha proseguito il suo lavoro in questi anni nonostante le censure e le molte difficoltà. Un uomo che per questo merita rispetto”.

Un altro autore importante, originalissimo e di culto, potrebbe arrivare sulla Croisette penalizzato: polemiche a parte per una contestazione giudiziaria con il produttore del film, Paulo Branco, il Don Quixote di Terry Gilliam potrebbe essere penalizzato dallo stato di salute del regista che ieri, improvvisamente è stato colpito da un ictus lieve ma rischioso. Un destino avverso per il film, stregato da anni da una vera e propria maledizione. Mentre non si spengono le polemiche perché il Festival ha cancellato le proiezioni stampa anticipate, c’è attesa intanto tra gli italiani per i titoli in arrivo anche se il cinema italiano, quest’anno, mentre ha risalto alla Quinzaine des Réalisateurs, la sezione degli autori, è assente tra le opere prime della Semaine de la Critique. Proprio domani debutta La strada dei Samouni di Stefano Savona e, in chiusura, avremo anche Troppa grazia di Gianni Zanasi. Il primo tra live action e animazione (firmata da Simone Massi) racconta la storia vera della famiglia Samouni decimata a Gaza durante l’operazione Piombo fuso. Zanasi propone invece una commedia originale, interpretata da Alba Rohrwacher ed Elio Germano, mettendo in scena la storia di Lucia, mamma single che cerca di tenere insieme, l’impegno familiare con l’amore e il lavoro. Tra i titoli che incuriosiscono nella sezione degli autori Climax, di Gaspar Noé, En liberté di Pierre Salvadori con Audrey Tatou nel cast e Amin di Philippe Faucon, in cui Emmanuelle Devos vive una storia d’amore con un migrante senegalese.

Alla Semaine de la Critique, senza italiani, tra i titoli più attesi tra le opere prime e seconde c’è al debutto proprio oggi Wildlife, opera prima dell’attore Paul Dano che ha diretto Carey Mulligan e Jake Gyllenhaal nella storia di un quattordicenne che assiste impotente al deteriorarsi della relazione dei suoi genitori. E’ un film nato al Sundance Film Festival che arriva a Cannes come debutto dell’attore americano interprete di Little Miss Sunshine e Il petroliere. Da tempo Paul Dano voleva passare dietro la macchina da presa e l’ha fatto prendendo ispirazione dall’omonimo romanzo di Richard Ford del 1990. Dano ha firmato anche la sceneggiatura insieme alla sua compagna Zoe nipote di Elia Kazan. Il cinema è anche grande tradizione familiare. Chissà se in questo caso sarà convincente?

Tags

, , , , , , , , ,

Condividi quest'articolo

Commenti

Per poter lasciare il tuo commento devi essere registrato

CLICCA QUI PER
REGISTRARTI

Segui welovecinema

We Love Cinema