Cannes 71: i film, gli autori, le novità del Festival ‘no selfie’ al via da martedì

di Laura Delli Colli

Tempo di lettura: 3 minuti

“Meno habituée tra i registi e più novità per scoprire i cineasti di cui non avete sentito parlare”: il count down per il via al 71.mo Festival di Cannes è iniziato, da martedì 8 la Croisette si affolla come ogni anno degli autori e dei protagonisti dei film che vedremo per un anno ed è questa la linea editoriale che il Direttore Thierry Frémaux e il Presidente Pierre Lescure hanno annunciato in attesa del via.

Fino al 19 maggio, anticipando per la prima volta l’apertura al martedì e la chiusura al sabato il Festival offre all’Italia una vetrina come sempre prestigiosa con Dogman di Matteo Garrone e Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher in concorso, Euphoria, opera seconda di Valeria Golino, nella prestigiosa sezione collaterale Un Certain Regard e, ancora, alla Quinzaine, Troppa grazia di Gianni Zanasi e La strada di Samouni di Stefano Savona,un film che racconta Gaza, anche con le animazioni di Simone Massi. Todos lo saben di Asghar Farhadi con Penelope Cruz e Javier Bardem, coprodotto anche da Andrea Occhipinti e Rai Cinema, è, infine, il film d’apertura. Che film vedremo, dal mondo? Come sempre forte la presenza francese (anche con molte coproduzioni): En guerre di Stéphane Brizé, Plaire aimer et courir vite di Christophe Honoré, Les Filles du Soleil di Eva Husson sulle guerriere curde. Presenza asiatica molto forte e doppio Iran con Jafar Panahi (Three Faces) ancora in regime vigilato anche se trattative diplomatiche per averlo a Cannes sono già in corso.

C’è poi inevitabilmente un tuffo nell’anniversario più importante di quest’edizione, il ’68 ovviamente, e dal Maggio francese in qualche modo arriva l’omaggio all’87enne Jean-Luc Godard con la presenza in concorso del suo Le livre d’image. In gara anche Blackkklansman di Spike Lee, L’estate di Kirill Serebrennikov, Cold War di Pawel Pawlikowski, autore polacco vincitore dell’Oscar con Ida, Under the Silver Lake dell’indipendente americano David Robert Mitchell, Burning di Lee Chang-Dong, il libanese Capharnaum di Nadine Labaki, Shoplifters di Kore-Eda Hirokazu, Ash is Purest White di Jia Zhang-Ke, Asako I & II di Ryusuke Hamaguchi.

Un capitolo a parte riguarda le donne: tre le registe in concorso (Alice Rohrwacher, Labaki e Husson), ma niente ‘quote rosa’ anche se #MeToo avrà il giusto spazio al Festival perché, come dice Fremaux, dopo il caso Wenstein “il mondo non potrà più essere lo stesso, e neppure Cannes, dopo le denunce di settembre”: Cate Blanchett, in prima linea contro le molestie sessuali sarà, del resto, la presidente della giuria.

Tra i film fuori concorso infine anche il documentario di Wim Wenders dedicato a Papa Francesco Pope Francis A Man of His Word, un viaggio personale in compagnia di Bergoglio alla ricerca degli ideali del pontefice e del suo messaggio. E l’evento Star Wars tra memoria e novità’ con l’ultimo titolo della serie spicca tra le segnalazioni cult dal passato, tra le quali non possiamo non citare l’italiano Ladri di biciclette, restaurato, un De Sica che a Cannes arriva tra i gioielli della memoria italiana ai quali il Festival rende omaggio tradizionalmente con affettuosa generosità.

Per il resto sarà il festival del #MeToo ma anche quello del no selfie, visto che la Direzione ha annunciato che saranno impediti sulla monteè des marches “A Cannes si va per guardare, non per essere visti”, ha detto in conferenza stampa Fremaux. E Lescure:”9 volte su 10, poi, sono brutti”.

Novità anche nelle regole per i giornalisti: la griglia delle proiezioni per la prima volta abolisce le proiezioni anticipate per la stampa. “Anche le partite la stampa le vede allo stadio” dice Cannes, dunque da quest’anno, non senza mugugni e preoccupazioni perla qualità del lavoro, la stampa avrà la proiezione delle 19 in contemporanea con quella di gala, mentre il film delle 22 si vedrà la mattina dopo alle 8,30, un’agenda riscritta alla luce dei social”. Una decisione accolta tra grandi polemiche tra i giornalisti soprattutto europei. E una polemica tra i produttori del film e il regista Terry Gilliam riguarda infine il film di chiusura del quale proprio la produzione ha chiesto il blocco. I legali sono al lavoro, riuscirà davvero Don Quixote ad arrivare in tempo sulla Croisette?

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