Cannes 70: è qui la festa? Tra Kidman e Huppert spunta pure Elton John

di Laura Delli Colli

Cose che si vedono solo sulla Croisette: solo in un acquario imprevedibile come Cannes può capitare che tra i divi del cinema a sorpresa spunti, per esempio, Elton John

È successo (e non bastava evidentemente che tra le star apparisse Rihanna) ma il mitico Elton, avendo deciso di ‘giocare’ col cinema, pare abbia trasformato in video tre dei suoi brani più celebri, buon motivo per lanciarli al Festival intervistato in pubblico, per pochi happy few, nientemeno che da Spike Lee.

Sono di nuovo le donne però a monopolizzare l’attenzione di Cannes 70, aspettando la soirée speciale che domani accenderà i riflettori sulla serata del 70°, un compleanno memorabile per il quale sta rientrando a Cannes anche la madrina del Festival, Monica Bellucci.

Donne bellissime e superstar come Nicole Kidman o Isabelle Huppert e Claudia Cardinale, sempre amatissima dai francesi e oggi protagonista nello spazio italiano del Festival per lanciare un nuovo film, ma anche protagoniste delle storie, decisamente meno patinate della loro immagine, che il Festival sta raccontando.

Se Huppert, nel nuovo film di Michael Haneke Happy End è una matriarca – guarda caso, come spesso le capita nei film, manager alla guida dell’azienda di famiglia – Nicole Kidman, nel giro di 24 ore, è apparsa sugli schermi della Croisette in versione punk, regina dark in una Londra già d’epoca (How to Talk to Girls at Parties di John Cameron Mitchell), poi stimata oftalmologa moglie del chirurgo (Colin Farrell) e madre di due figli adolescenti. Divorato dai sensi di colpa per un errore che ha compiuto operando, lui finisce per far entrare in famiglia il figlio di quella vittima e le cose si complicano non poco tra tutti.

“La sceneggiatura di The Killing of a Sacred Deer mi ha letteralmente ipnotizzata” dice Kidman. E il regista, riferendosi anche all’Ifigenia di Euripide: “Ho trovato interessante insistere sul senso della tragedia e del sacrificio, così radicato nella cultura occidentale”. Kidman è a Cannes con quattro film, ma pensa che sia “solo un caso” e ora aspetta il debutto di The Beguiled di Sofia Coppola, e Top of the Lake di Jane Campion.

Tra le star di queste giornate mostri sacri, grandi vecchi e qualche outsider: spunta – come Elton John- per parlare di ambiente perfino Al Gore.

Accanto a Huppert la vera star del film di Haneke è Jean Louis Trintignant, che, un po’ come il vecchio patriarca del film, vive in un suo mondo, nella vita ormai ritirato in un eremo lontano dai festival e dai set. Nel film finisce sulla sedia a rotelle, patriarca di una famiglia che sente di non meritare. E quando non litiga con le assenze dell’Alzheimer medita di farla finita. A tanti anni dai film che l’hanno reso amatissimo e popolare anche in Italia è difficile riconoscerlo ma ruggisce ancora come un vecchio leone.

Per il resto, altri due i titoli italiani da segnalare: domani per Un certain regard debutta Dopo la guerra di Annarita Zambrano, con Giuseppe Battiston. Oggi intanto è il giorno de L’intrusa di Leonardo Di Costanzo, un’altra presenza italiana al Festival nella Quinzaine Des Réalisateurs. La storia è ambientata nel napoletano, ma soprattutto in un’area minata dal controllo e dal potere della camorra. È qui che Giovanna (è Raffaella Giordano) coordinatrice e animatrice di un Centro di accoglienza e volontariato della periferia dove i bambini crescono sfuggendo al clima camorristico, consuma la sua guerra quotidiana per la giustizia e l’integrazione.

Un tema che il regista considera universale.

 

Tags

, , , , , , ,

Condividi quest'articolo

Commenti

Per poter lasciare il tuo commento devi essere registrato

CLICCA QUI PER
REGISTRARTI

Segui welovecinema

We Love Cinema