Cannes 70: glamour e grande cinema. Un cast stellare per la festa del Festival

di Laura Delli Colli

Una giornata eccezionale, non c’è dubbio, sotto il cielo di Cannes: solo una reunion delle Palme d’Oro di tutti i tempi, dei Presidenti di Giuria, dei Premi eccellenti di interpretazione poteva rendere l’idea della storia e della grandeure di un Festival che esprime storia del cinema internazionale, ma anche 70 anni di divismo, di paillettes, di mondanità, di successi, di mercato e di cultura in un trionfo di eleganza non solo formale come quello che si ripete, rituale, sulla montée des marches ogni maggio.

Dall’Italia sono arrivati anche Nanni Moretti, Laura Morante, Valeria Golino, Dario Argento, Matteo Garrone, è tornata Monica Bellucci e il Festival ha chiesto di fermarsi a Sergio Castellitto. Dei ‘nostri’ sono i più amati, in Francia, con Paolo Sorrentino che è in giuria e il Direttore Thierry Frémaux non a caso li ha voluti accanto al meglio del cinema francese e del divismo internazionale per siglare una serata blindata in sala e ancora di più nel ricevimento che seguirà la cerimonia del 70°. Tra gli altri Oliver Stone, Diane Kruger, Lambert Wilson, Sandrine Bonnaire, Nastassja Kinski, Abel Ferrara, Salma Hayek, Sofia Coppola, Mathieu Kassovitz, Charlize Theron, Maïwenn, Alfonso Cuarón, Guillermo del Toro, Alejandro González Iñárritu, Elle Fanning, Agustín Almodóvar, Laetitia Casta, Cécile de France, Colin Farrell, Emmanuelle Béart, Valérie Donzelli, Marion Cotillard, Nicolas Winding Refn, Emmanuelle Devos, Naomi Kawase, Abderrahmane Sissako, Jacques Doillon, Fatih Akın, André Dussollier, Tilda Swinton, Adrien Brody, Nicole Garcia, Jean-Pierre Jeunet, Marthe Keller, Michel Hazanavicius, Kristin A. Scott-Thomas, Shu Qi, Diego Luna, Paul Laverty, Yorgos Lanthimos, Tonie Marshall, Elia Suleiman, Jerzy Skolimowski, Valeria Golino, Gael García Bernal, Ludivine Sagnier, Matteo Garrone, Céline Sallette, Antonio Banderas, Édouard Baer, Ariane Labed, Amos Gitai, Virginie Ledoyen, Férid Boughedir, Jia Zhangke, Alain Cavalier, Benoît Jacquot, Raoul Peck, Bong Joon-ho, Barbet Schroeder, Jean-Paul Gaultier, Michèle Ray-Gavras, Brillante Mendoza.

Tra gli attori sfilano anche Kirsten Dunst, Juliette Binoche, Benicio del Toro e Christoph Waltz.

Insomma un vero firmamento di stelle per un compleanno che lascerà il segno anche se la giornata a Cannes, tra l’ultima Jane Campion e l’esordio al Festival di ben due film italiani è sembrata più in sintonia con il clima di lutto che il mondo sta vivendo dopo Manchester e che Cannes ha voluto segnalare rendendo omaggio alle vittime con un minuto di silenzio nel rumore del Festival.

L’Italia. Esce domani in sala, direttamente dalla Croisette, Cuori puri di Roberto De Paolis che debutta alla regia alla Quinzaine des Réalisateurs, con una storia ancora una volta ambientata in un’estrema periferia romana. E a Cannes è anche il giorno di Annarita Zambrano, Après la guerre, che arriva a Un Certain Regard con un film – poco italiano nella produzione – che racconta però i nostri anni di piombo e il terrorismo nello sguardo, esordiente, di una regista certamente coraggiosa. Cuori puri racconta i contrasti e gli schemi di cui sono prigionieri i due giovani protagonisti molto diversi tra loro e lontani anche socialmente, ma già dal loro primo incontro attratti da un sentimento che li legherà.

Nel film della Zambrano, di cui è protagonista invece Giuseppe Battiston, la storia si svolge tra Francia e Italia nel 2002. Marco è un ex terrorista italiano di sinistra condannato per ergastolo che vive rifugiato in Francia. Quando l’Italia ne chiede l’estradizione inizia una guerra anche mediatica, che riapre vecchie ferite anche in Italia.

Domani l’Italia è Blow up. Un grande restauro per non dimenticare Antonioni.

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