Brividi in 3D per un’inaugurazione ad alta quota

di Laura Delli Colli

Gyllenhaal superstar sull’Everest (e Marco Giallini rocciatore militante).

Lido di Venezia, 2 Settembre – Emozioni ad alta quota e film (in ogni senso) da brivido per l’inaugurazione ufficiale della Mostra 72 che scrive la prima pagina del suo diario quotidiano – da oggi e fino al 12 Settembre – inaspettatamente all’insegna dell’avventura. E così, in un’edizione che parlerà molto anche di sentimenti, tra solitudine esistenziale e sfida per il rischio estremo, è il cinema dei ‘veri uomini’ con le donne decisamente in secondo piano, a dominare la prima giornata di un’edizione ‘battezzata’ da una madrina inedita, elegante e affascinante, accanto al Presidente Paolo Baratta e al Direttore Alberto Barbera, come Elisa Sednaoui.

Se in Sala Grande – anche davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – con Everest di Baltasar Kormàkur sono arrivati Josh Brolin, e, soprattutto, Jake Gyllenhaal (decine e decine di ragazzini a caccia di autografi lo hanno atteso sotto il sole fin dal primo pomeriggio) un altro film di alta montagna, l’italianissimo  Storie sospese di Stefano Chiantini , con Marco Giallini nei panni di un rocciatore militante, ha aperto, in pre-inaugurazione, anche le Giornate degli autori alle quali la piccola Pablo (che lancia da domani il film nelle sale) ha regalato una storia di resistenza umana e civile, per l’ambiente e la difesa di un’etica che molti dovrebbero sostenere per difendere la qualità della vita quotidiana e dell’ambiente.

Ma Everest ha inevitabilmente dominato la prima giornata. Fin dai racconti del regista che dice: “Da bambino vivevo in una fattoria isolata e per andare a scuola dovevo affrontare spesso le bufere di neve”.  Forse per questo le pagine di Jon Krakauer (lo stesso  giornalista autore di Into the Wild), lo hanno aiutato a portare perfettamente in scena il racconto della tragedia alpinistica accaduta nel maggio del ‘96, quando morirono cinque scalatori e tre soccorritori nel corso della più ardita (e incosciente) scalata alla cima più alta del mondo. Nel film Rob Hall (Jason Clarke), a capo della neozelandese Adventure Consultants, cerca di portare in vetta sani e salvi i suoi clienti mentre il suo rivale, l’americano Scott Fischer (è Jake Gyllenhaal), alpinista irresponsabile a capo della Mountain Madness si lancia in una sfida estrema e incosciente che alla fine, come nella realtà, l’Everest non perdonerà.

Kormakur che ha portato davvero i suoi attori in Nepal ha dovuto poi virare sulle Dolomiti in Val Senales, poi a Cinecittà e negli studi inglesi di Pinewood. Con Everest affronta una storia epica, “ma anche la metafora di qualsiasi situazione estrema”. Il film, presto in sala con Universal, è anche interpretato da John Hawkes, Robin Wright, Keira Knightley, Emily Watson.

Atmosfera in sala affidata al calore degli applausi. Poi tutti insieme, con le giurie schierate al gran completo, sulla spiaggia dell’Excelsior: la Mostra scende dalle montagne e festeggia sul mare, tra gli happy few e i cinefili più attenti, già pronti alla maratona dei prossimi giorni…

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