Birdman – Il montaggio di Douglas Crise

di Gianni Canova

Alla fine ti senti come sceso da un ottovolante. Un po’ stordito. Piacevolmente eccitato. Con qualche leggera vertigine mentre ti muovi
nello spazio. Birdman di Alejandro Gonzàles Inarritu è fatto così: ti immerge in un movimento sinuoso, vorticoso e travolgente che dura quasi due ore, senza apparenti interruzioni.

 

A prima vista, si tratta di un film senza montaggio, girato in un unico piano-sequenza, senza mai staccare la macchina da presa. Guardate anche solo l’inizio: Birdman è di spalle nel suo camerino, alle prese con uno strano esercizio di lievitazione, poi si gira, si guarda allo specchio, sproloquia, poi si alza, esce dal camerino, cammina lungo corridoi labirintici, scende le scale, gira di qua, rigira di là, si ferma, parla con questo o con quello, attraversa il retro palco, raggiunge il palcoscenico, si siede con altri attori attorno a un tavolo, e la macchina da presa è sempre lì, che gira intorno, come un segugio, e non stacca mai, e spreme, tallona, anticipa, accelera, si blocca e poi riparte con lui che si rialza e torna indietro e ripercorre scale e corridoi, e raggiunge di nuovo il suo camerino, in una sorta di moto perpetuo dentro un labirinto senza fine.

 

Di tanto in tanto, la colonna sonora produce e/o accompagna l’accelerazione del movimento usando solo strumenti a percussione: rulli di tamburi, assoli di batteria, colpi secchi di piatti. Tutto davvero senza stacchi? siamo davvero al grado zero del montaggio? Certo che no: come già in Nodo alla gola (1948) di Alfred Hitchcock, il montaggio c’è, ma non si vede. Ogni 10/12 minuti c’è una geniale soluzione visiva che consente di passare da una scena all’altra, o da una situazione all’altra, dando l’impressione che tutto continui in fluidità ma anche che tutto si sposti bruscamente da un’altra parte. Far coincidere rottura e continuità: questo è il vero “effetto speciale” di Birdman. Più potente e complesso degli effetti speciali roboanti dei veri film con i supereroi. Girare così, esige una perfezione tecnica e controllo della messinscena davvero eccezionali. Ma qual è secondo voi il più riuscito fra i raccordi di montaggio che il film esibisce e al tempo stesso nasconde? Ce ne sono almeno un paio che a me fanno venire i brividi.

 

Copertina: 462591884 / Getty Images

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