Berlinale live: sorprese italiane? Per esempio il nuovo Guadagnino

di Laura Delli Colli

da Berlino

Call Me by Your Name, insomma Chiamami col tuo nome : l’Italia chiude la Berlinale, oltre il trionfo di Milena Canonero Orso d’Oro alla carriera, con il successo di questo piccolo grande film di Luca Guadagnino. È arrivato alla Berlinale dopo la presentazione al Sundance nella sezione Panorama Special. Poco annunciato, senza particolari anticipazioni durante la fase complessa della realizzazione e forse anche per questo capace di sorprendere il pubblico della Berlinale ma anche la critica che, per esempio, proprio in Italia non è mai stata particolarmente generosa con il cinema internazionale di un regista che, confermando la sua ostinata autonomia da molte convenzioni anche produttive. sigla questo nuovo film, tra l’altro, insieme a un mostro sacro del cinema di tutti i tempi come James Ivory (coautore della sceneggiatura e anche produttore).

Il film nasce un adattamento del romanzo di André Aciman e racconta il rapporto d’amore, alla fine degli anni Ottanta, tra il 17enne Elio, musicista, decisamente più colto e sensibile dei suoi coetanei, e Oliver, dieci anni più grande, ospite americano nella villa di famiglia, due giovani protagonisti interpretati da Armie Hammer e Timothée Chalamet. Elio è un adolescente anomalo: ama la poesia di Antonia Pozzi molto amata anche da Guadagnino, e trascrive temi musicali ma è anche un ragazzo alle prese con la scoperta della propria identità sessuale, tra dubbi e desideri.

“Anche i miei due film precedenti parlano del desiderio, ma in quanto conduce al possesso, al rimpianto, al bisogno di una liberazione” ha spiegato Guadagnino a Berlino ma qui esploro l’idillio della giovinezza. Elio, Oliver e Marzia (la ragazza che è vicina a Elio all’inizio del film) sono presi da una bella confusione. Come diceva Truman Capote: l’amore, non avendo geografia, non ha confini”.

Chiamami col tuo nome parla anche di un’Italia politica sociale e di costume che non c’è più (c’è persino un’apparizione televisiva di Grillo che prende in giro Craxi) Ma Guadagnino lo ha spiegato chiaramente: “È anche un film sulla fine degli anni ’70, con l’inizio del conformismo e dell’omologazione non solo culturale”. Certo non sembra proprio che i protagonisti siano minimamente toccati da queste vicende in un film che vuol essere un omaggio, dichiarato a registi come Renoir, Rivette, Rohmer, Bertolucci…“Più che le intenzioni, le emozioni” ha sintetizzato su La Repubblica Arianna Finos. E in effetti sono stati proprio i film capaci di trasmettere sensazioni che hanno colpito pubblico e critica in questa 67ma Berlinale. Call me by your name di Luca Guadagnino è stato cosceneggiato anche da Walter Fasano montatore storico di Guadagnino, un complice che ha raccontato come lavorare con Ivory sia stato stavolta un autentico privilegio: “James è un libro vivente, appartiene a una generazione speciale, cresciuta nei Quaranta e Cinquanta, quando si ricostruiva dopo la guerra e la cultura era la prima cosa. Amo il suo essere cosmopolita, che significava allora essere cittadini del mondo”. Luca Guadagnino si porta a casa, insomma, un successo di qualità ( di cui si continuerà a parlare ) anche grazie alla sua capacità di costruire un film diverso che racconta un amore autentico in una stagione così sensibile e ancora controversa non solo sullo schermo sul tema dei diritti civili. Qualcosa che appartiene perfettamente alla storia anche personale di Ivory, 89 anni, sposato a lungo con un compagno (indiano) e autore di un film come Maurice, un poetico manifesto ante litteram sulla questione degli amori gay, proposto dalla Berlinale tra i classici, nel suo trentennale, proprio quest’anno.

L’Italia a Berlino dunque c’era e resta nella cronaca di queste giornate. Anche al mercato dove per esempio Laura Bispuri in concorso due anni fa con Vergine Giurata è tornata cercando coproduttori per Daughter of mine, progetto di un film che sarà la prossima estate sul set. Con lei Marta Donzelli di Vivo Film che proprio accanto alla Bispuri ha cercato partnership per quest’ opera seconda della regista già finanziata al 70 per cento da capitali italiani . Una trentina gli incontri avuti in due giorni con produttori e distributori da tutto il mondo. Il film che è ambientato oggi, in Sardegna racconta di una bambina di appena dieci anni che ha un rapporto felice con sua madre, ma che sente forte l’intesa con una donna che abita pochi chilometri. Scoprirà in lei la sua vera madre con sviluppi emotivi che renderanno complesso questo singolare triangolo di affetti.

Ta le curiosità che riguardano l’Italia infine anche il biopic su Andrea Bocelli proposto al mercato e tratto dalla sua autobiografia La musica del silenzio: ripercorre la sua vita dagli anni della formazione musicale in Toscana all’ incidente che ha causato la sua cecità fino al successo con i milioni di dischi venduti in tutto il mondo.

Una storia italiana, sì. Ma decisamente molto internazionale.

Tags

, , , , , , , , ,

Condividi quest'articolo

Commenti

Per poter lasciare il tuo commento devi essere registrato

CLICCA QUI PER
REGISTRARTI

Segui welovecinema

We Love Cinema