Aspettando la Mostra di Venezia, il cinema degli autori gioca in casa

di Laura Delli Colli

Cinque film italiani e molte belle sorprese tra I titoli delle Giornate degli autori, svelati in vista della conferenza stampa ufficiale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ormai imminente. In cartellone Arianna, esordio in concorso di  Carlo Lavagna, Viva Ingrid! di Alessandro Rossellini, figlio di Renzo, e scritto da Angelica Grizi, (un omaggio a Ingrid Bergman nel centenario della nascita), Harry’s Bar di Carlotta Cerquetti che firma con Irene Bignardi il soggetto sul famoso locale veneziano, in un documentario prezioso prodotto da Giovanni Cassinelli e, ancora, in concorso La prima luce di Vincenzo Marra con Riccardo Scamarcio e Daniela Ramirez (una coproduzione Italia/Cile distribuita da Bim)  e Viva la sposa di Ascanio Celestini, una coproduzione Italia/Francia/Belgio, nella quale figurano i fratelli Dardenne con la loro Les Films du Fleuve, e distribuita da Parthenos e realizzata tra l’altro con il sostegno di BNL Gruppo Bnp Paribas.

 

Arianna, interpretato da Odina Quadri, Massimo Popolizio e Valentina Carnelutti, è la storia di formazione, come un diario anche intimo e molto personale, di una ragazza non ancora ventenne che non riesce ad avere il suo primo ciclo, nonostante gli ormoni prescritti dal ginecologo. Ne nasce un’indagine anche fisica sul proprio corpo e sulla propria vita.

 

Viva Ingrid! è il racconto della stagione italiana della Bergman, tra il 1948 e il 1956, negli oto anni in cui nacquero la grande storia d’amore con Roberto Rossellini, tre figli e i suoi cinque grandi film ‘italiani’. Un viaggio in Italia singolare e private, anche con molti filmini di famiglia.

 

In Harry’s Bar, le voci di vari personaggi coinvolti nelle vicende veneziane conducono la storia di Arrigo Cipriani, della sua cucina, del suo gusto per il bere anche intellettuale, in un posto unico al mondo.

 

La prima luce di Marra, con un taglio molto autobiografico,  viaggia dolorosamente dentro una separazione ma dimostra anche come l’amore autentico e viscerale di un padre per suo figlio, oltre il luogo comune del legame vitale con la madre, possa superare davvero ogni confine, anche fisico.

 

Viva la sposa di Celestini mette in scena infine storie di vita del Quadraro, luogo romano pasoliniano e fermo nel tempo e nella sua storia popolare: Nicola che si ubriaca fingendo di smettere; Sabatino e la truffa alle assicurazioni provocando incidenti, Anna che è una prostituta e non sa chi è il padre di suo figlio; Sofia che vuole andarsene ma poi resta; l’Abruzzese carrozziere di giorno, parcheggiatore  abusive di note… e un’americana che gira l’Italia vestita da sposa. ll film è interpretato dal regista e da Alba Rohrwacher, Salvatore Striano, Francesco De Miranda, Veronica Cruciani, Pietro Faiella, Corrado Invernizzi, Barbara Valmorin.

 

Tra gli eventi speciali I sogni del lago salato di Andrea Segre, documentario sul Kazakistan, Milano 2015, che si rifà a Olmi, Milano ’83, con la fotografia di una grande città attraverso le visioni di autori particolari come Walter Veltroni, Giorgio Diritti e gli esordienti Roberto Bolle, Cristiana Capotondi e Elio (senza le Storie Tese). Poi Bangland, opera prima di Lorenzo Berghella, visione dell’America di un giovane animatore pescarese, Eugenio Barba e i giorni dell’Odin di Davide Barletti e Jacopo Quadri, sul fondatore della compagnia di ricerca in Scandinavia, e Innocence of Memories – Orhan Pamuk’s Museum and Istanbul di Grant Fee, su un museo che è anche topos letterario.

 

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