Aspettando la Festa: Totò, Ferreri, Verdone. E a Roma il cinema ritrova la memoria…

di Laura Delli Colli

Non solo cinema del presente e grandi film internazionali ma memoria e grande scuola italiana da giovedì in rassegna alla Festa del Cinema di Roma che dedica ampio spazio anche ad una rilettura della storia del cinema. Ed è questa linea di approfondimento, oltre gli appuntamenti disegnati dal palinsesto delle proiezioni, che più segna, alla Festa come in tutti i grandi Festival del mondo, il percorso della rilettura anche critica non solo dedicato agli anniversari.

Un esempio? Ovviamente l’inevitabile celebrazione di Totò che da Napoli dove è stato festeggiato al San Carlo solo pochi giorni fa approda all’Auditorium Parco della Musica con due appuntamenti da non perdere: la Mostra e soprattutto il restauro di Miseria e nobiltà. È straordinario come nella filmografia di Totò questo film, diretto da Mario Mattoli nel 1954, sia diventato negli ultimi mesi una sorta di ‘manifesto’ celebrativo dell’opera di Totò che oggi anche Roma ricorda nel cinquantenario della scomparsa avvenuta il 15 aprile del 1967.

Miseria e nobiltà è tratto da una celebre commedia teatrale di Vincenzo Scarpetta. Uscì nelle sale l’8 aprile 1954. Come ha scritto il critico e saggista Ennio Bispuri, nel 1909 Edoardo Scarpetta fu il primo a ridurre per lo schermo la commedia. Nel 1914 Enrico Guazzoni ridusse poi a sua volta la commedia in film con l’interpretazione dello stesso Scarpetta nel ruolo di Felice Sciosciammocca. Totò e Titina De Filippo avevano recitato insieme nella commedia al Teatro Nuovo di Napoli nel 1929. Eduardo, figlio naturale di Scarpetta, fu letteralmente lanciato in scena dal padre ad appena quattro anni nel ruolo di Peppiniello. Il film è fedelissimo al testo originale di Scarpetta ma Mattoli aggiunse la visita dei due protagonisti alla modista piemontese Nadia (era Franca Faldini), e l’interno del teatro San Carlino dove Sophia Loren si esibisce in una buffa danza, e ancora, come ricorda Bispuri, la scena dei due sposini che vogliono farsi fotografare e l’esilarante lettera dettata dal cafone squattrinato allo scrivano Totò.

Il restauro del film che si vedrà alla Festa sabato è stato realizzato da CSC-Cineteca Nazionale in collaborazione con Movietime srl e con la Fondazione Film Commission Campania, in collaborazione con il direttore della fotografia Giuseppe Lanci, per restituire al film la resa cromatica tipica della Ferraniacolor, una pellicola che valorizzava soprattutto i colori pastello, il rosso e il verde acqua. L’omaggio romano a Totò comprende anche la mostra “I volti di Totò” nel foyer Sinopoli dell’Auditoriim, organizzata sempre dal Centro Sperimentale, che ha ceduto per l’occasione dall’archivio fotografico della Cineteca Nazionale alcune foto dalla filmografia di Totò.

Un secondo restauro in programma alla Festa è l’omaggio, in questo caso, ad un grande regista poco frequentato dalle celebrazioni come Marco Ferreri. Si tratta di Dillinger è morto (1969) con un grande Michel Piccoli. Il cinema italiano di ieri, in particolare del secondo dopoguerra, 1945 – 1975, da Rossellini a Pasolini, attraversa del resto la Festa quest’anno trasformando, come ne parla Mario Sesti che ha curato una speciale rassegna, il grande schermo in ‘uno specchio collettivo spietato, rivelatore e irresistibile’ e revisionando i generi tradizionali inventandone anche di nuovi e, soprattutto, “investendo nel cinema la tradizione millenaria di un “gusto” e di competenze e abilità estetiche che lo hanno servito in modo insuperabile con costumi, acconciature, scenografie e e set decoration per inquadrature di film di genere”.

In questo senso la Festa del Cinema di Roma rende omaggio non solo agli autori anche ai grandi tecnici, agli artigiani, a tanti nomi dietro le quinte della ‘Scuola italiana’ che in retrospettiva mostrerà film come 8½ e Salvatore Giuliano, La caduta degli Dei e Salò e ancora L’armata Brancaleone, Arrivano I Titani, Francesco Giullare di Dio e lo splendido Pasolini de Il Vangelo secondo Matteo. Un ultimo cenno ad un altro restauro, questa volta a cura di Cineteca di Bologna, Istituto Luce-Cinecittà e Rai Cinema. Si tratta di Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo, che sarà preceduto, il 4 novembre, da un evento musicale organizzato da Nazionale Italiana Cantanti ed Etica arte, con la direzione artistica di Luca Barbarossa e la partnership di Amnesty International.

Non c’è la commedia? C’è, eccome se c’è, in programma anche tra le celebrazioni. Con una sorta di reunion per il film più amato di Carlo Verdone: con Eleonora Giorgi, Christian De Sica e il mitico Angelo Infanti la Festa ripropone, il 31 ottobre, Borotalco nella versione restaurata per i 35 anni della prima uscita in sala.

Prendete nota, c’è anche questo da giovedì alla Festa del Cinema n.12…

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