Applausi e commozione tra omaggi e incontri

di TBWA-admin

Iniziata con un omaggio al cineasta russo Aleksej Jurevic German, con tanto di ovazione alla proiezione di E’ difficile essere un dio a cui seguirà stasera il premio postumo alla carriera consegnato alla vedova e al figlio del regista scomparso, il festival prosegue a suon di film e incontri.
Questi ultimi davvero affollatissimi: mentre scriviamo un fiume di persone, tra cui molti studenti, scalpitano per entrare ad assistere all’incontro con Wes Anderson. Il regista, già ospite in passato del Festival, si concedera’ alle curiosita’ di pubblico e addetti ai lavori, proprio come ha fatto prima di lui Spike Jonze.
We Love Cinema ha seguito per voi l’incontro con quest’ultimo, regista dell’acclamato Her per cui gia’ si respira odor di Marco Aurelio, partito da una battuta e permeato da cima a fondo di umorismo.
“Scusate possiamo togliere la mia fotografia a tutto schermo? Grazie” esordisce il cineasta, per poi continuare tra un “Mi fate una domanda più facile?” e un “Quante persone sono qui perchè fanno cinema? Perché amano il cinema? Perché assumono sostanze stupefacenti?”. Poi si sposta, avvicinandosi ai moderatori dell’incontro: “Oh così siamo vicini. Adesso possiamo empatizzare meglio”.

Poi parla piu’ seriamente del suo film: “Her non racconta solo di un uomo che si innamora di un’intelligenza artificiale. Riguarda il bisogno di intimità, il modo in cui fingiamo di non averne bisogno, come il mondo delle comunicazioni in questo ci aiuti. Mi piace pensare al livello di intimità molto più profondo che c’era tra persone cento o duecento anni fa. Mi fa sorridere chi dice: ‘Non sappiamo neanche chi sia questa voce di cui il protagonista si innamora. E soprattutto da dove venga. Ma perche’, noi sappiamo per caso da dove veniamo?”. Sull’ambientazione racconta di aver voluto girare “Un po’ a Los Angeles e un po’ a Shangai, amalgamandole proprio per creare una città del futuro ma un futuro che ci facesse sentire vicini a cio’ che siamo oggi. Vedete, la tecnologia ci insegna quanto tutto sia facile, ma io volevo un film che ne mostrasse l’altro lato della medaglia e riguardasse piuttosto il sentimento di utopia di tutto questo: isolamento e solitudine li senti maggiormente anche e soprattutto nell’era in cui teoricamente dovresti sentirti piu’ connesso con gli altri in ogni momento”.

Si definisce fiero di far parte di un gruppo di registi con “la stessa idea di cinema, la stessa provenienza e sintonia. Ci diamo consigli, ci confrontiamo, siamo un gruppo molto affiatato, mi sento fortunato ad averli incontrati”. Tra i nomi cita Michel Gondry e Wes Anderson, ma anche Roman Coppola. “Tutti siamo profondamente convinti che il processo creativo debba essere razionalizzato solo in parte: conta la magia, il caso, le cose migliori avvengono quando perdi il controllo, sul set come nella vita”.

Anche per avere l’ispirazione giusta, ammette Spike Jonze, non c’è formula che tenga: “A volte serve pazienza, altre capita che ti venga un’idea memorabile mentre corri. Ad esempio, a me capita che quando mi siedo a scrivere mi venga l’ansia di non aver nulla da dire, mentre se cammino mi viene sempre qualcosa in mente, oppure quando sto per schiacciare un sonnellino… non sai mai quando viene insomma. Pero’ in questi ultimi anni sono maturato: ho smesso di mangiarmi le unghie, quindi sto meglio”.

di Claudia Catalli e foto di Federica De Masi © Oggialcinema.net

Oggi al cinema logo

Tags

, , , , , , , , , ,

Condividi quest'articolo

Commenti

Per poter lasciare il tuo commento devi essere registrato

CLICCA QUI PER
REGISTRARTI

Segui welovecinema

We Love Cinema