Anime nere a Venezia: l’Italia vista da Africo

di Laura Delli Colli

Il Diario dalla Mostra di Venezia è curato da Laura Delli Colli, Presidente dei Giornalisti Cinematografici Italiani.

 

Lido di Venezia, 29 Agosto – Buon debutto per l’Italia in concorso a Venezia: è stato accolto da un applauso caldo e convinto fin dalla proiezione in anteprima per la stampa il primo film italiano in gara, Anime Nere di Francesco Munzi.

 

È la storia di tre fratelli, figli di pastori, vicini alla ‘ndrangheta. Luigi (Marco Leonardi), il più giovane, è un trafficante di droga. Rocco (Peppino Mazzotta), ormai trapiantato a Milano, è un imprenditore che ricicla i soldi sporchi del fratello. Luciano, infine (Fabrizio Ferracane), il più anziano, è rimasto chiuso nel suo mondo contadino e ancestrale e dei traffici dei fratelli né di una vita diversa da quella che ha non vorrebbe saperne Al contrario, Leo, il figlio ventenne, vive nel mito degli zii violenti e in particolare di Luigi, il più ‘forte’ e potente nel mondo ormai internazionale della nuova ‘ndrangheta e delle sue famiglie.

 

Proprio Leo è il simbolo della generazione senza identità che non guarda indietro e cerca solo i soldi facili e il potere anche violento come mezzo di riscatto dal mondo contadino nel quale il padre è invece ostinatamente radicato. Una vicenda che inizia ad Amsterdam, passa per Milano, ma ha cuore, testa e il dramma delle vendette incrociate in Calabria, sull’Aspromonte, dove tutto comincia e tutto finisce.

 

“Ho girato in uno dei luoghi che la letteratura e il giornalismo vogliono come uno dei più mafiosi d’Italia, nel cuore della ‘ndrangheta calabrese, ad Africo. – spiega il regista – sembrava un film impossibile, io stesso sono arrivato in Calabria carico di pregiudizi e paure, ma ne sono convinto: da Africo si può vedere meglio l’Italia”.

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