Al cinema nel week end: 7 minuti, La ragazza del treno e i Vanzina

di Laura Delli Colli

Week end ricco al cinema questa settimana che porta in sala uno dei film italiani più interessanti della stagione, 7 minuti di Michele Placido (con un cast di attrici davvero speciale) ma anche il thriller tratto da uno dei best seller più letti negli ultimi mesi, La ragazza del treno con Emily Blunt e, ancora, un film che potrebbe essere una piccola sorpresa: La pelle dell’orso di Marco Segato. Non solo: per chi ama la commedia comica di costume tornano i Vanzina questa volta con Non si ruba a casa dei ladri come sempre diretto da Carlo e scritto con il fratello Enrico Vanzina. E sono in sala anche Kubo e la spada magica (una bella storia di animazione per i più piccoli) e per i ragazzi il viaggio nel precariato di In bici senza sella che nasce dalle idee e dall’impegno collettivo di un gruppo di registi assolutamente sconosciuti, promossi da un testimonial d’eccezione come il Premio Oscar® Colin Firth supporter dell’impegno di Alessandro Giuggioli (attore e anche suo cognato) che ha coordinato l’impresa.

Non c’è dubbio che nel cinema d’autore italiano, con una matrice forte nel sociale e un testo teatrale alle spalle 7 minuti sia il film assolutamente da non perdere di questa settimana: molto applaudito alla Festa di Roma che si è appena conclusa, racconta un episodio nato da una storia vera. Nel film, i proprietari di una piccola azienda tessile stanno per siglare l’accordo che la salverà dalla chiusura. I francesi che vogliono acquistare sono pronti a concludere, ma all’ultimo momento consegnano alle componenti del consiglio di fabbrica una lettera che chiede loro di sacrificare sette minuti di intervallo al giorno, solo 7 minuti che nascondono però il rischio di cedere ad un’insidia pericolosa, non solo ‘di principio’. Il film è la ripresa di una lunga, appassionata, lacerante discussione che mette a fuoco il tema del lavoro e dei diritti ma anche una straordinaria galleria di personaggi femminili che colpisce per la sua capacità di raccontare una vicenda in cui più di sempre, più di allora, è chiarissimo che, soprattutto in fabbrica, ma non solo, ‘il personale è politico’. 7 minuti, scritto da Stefano Massini (e sceneggiato anche da Placido con Toni Trupia) con uno stile che piacerà a chi ama Ken Loach ma anche il cinema dei Dardenne, cerca di concentrare nelle sue protagoniste il mondo, i problemi, i drammi grandi e piccoli della quotidianità delle donne. Nel cast, tra le altre, Ambra Angiolini, Cristiana Capotondi, Violante Placido, Ottavia Piccolo ma anche due interpreti che vengono dalla musica come Fiorella Mannoia e Maria Nazionale.

Altro clima anche se al centro c’è, in questo caso, la vita privata di alcune donne ne La ragazza del treno, thriller psicologico, tratto dal libro che ha venduto oltre 10 milioni in tutto il mondo e già visto con un’accoglienza non sempre convinta da milioni di spettatori nel modo (un record in America). Contrariamente al libro ambientato a Londra, il film tratto da un autentico ‘caso editoriale’ trasferisce la scena a New York. Parla di Rachel Watson, una donna che ha divorziato dal marito stanca dei suoi tradimenti. Sola, alcolizzata e disoccupata Rachel continua ogni giorno ad andare avanti e indietro lungo la Hudson Line, la linea ferroviaria dei pendolari che lavorano a New York e proprio lungo il percorso Rachel è attratta da un vouyerismo malato proprio dallo sguardo morboso sulla sua casa di un tempo, dove ora proprio il suo ex marito ora vive con la sua nuova compagna e una figlia piccola.

Tornando al cinema italiano è una sorpresa La pelle dell’orso di Marco Segato, con Marco Paolini, film d’avventura e racconto di formazione, girato come un western, sul confronto tra padre e figlio dispersi tra i boschi del nord Italia a caccia di un orso che massacra le greggi ma soprattutto di un’intesa e di se stessi.

È molto, molto italiano, dopo I mitici e In questo mondo di ladri, Non si ruba a casa dei ladri con il quale si conclude la trilogia dei Vanzina sulla truffa: Antonio (Vincenzo Salemme) è un imprenditore napoletano a cui viene tolto, in modo scorretto, un appalto vinto regolarmente. Finirà sul lastrico e per sopravvivere accetterà con la moglie (Stefania Rocca) di sostituire i suoi filippini, che devono tornare per due mesi nel loro paese ma scoprirà presto che che il suo nuovo datore di lavoro (Massimo Ghini) è proprio il faccendiere che lo ha rovinato. Molte gag e risate amare ma, alla fine, la vendetta, come si dice, è un piatto che si mangia freddo…

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