Adaline, L’eterna giovinezza – I costumi di Angus Strathie

di Gianni Canova

Per sempre giovane. Meglio: condannata a restare per sempre esattamente com’è. È quanto accade alla protagonista di Adaline – L’eterna giovinezza di Lee Toland Krieger: nata nel 1908, all’età di 29 anni, a causa di un terribile incidente d’auto, subisce una sorta di “blocco” genetico che non la fa più invecchiare. Così, Adaline attraversa i decenni senza cambiare mai, mentre attorno a lei il mondo cambia, le persone che ama invecchiano e perfino sua figlia diventa all’apparenza più vecchia di lei, tanto da presentarsi agli altri come sua nonna.

Come vestire un personaggio così? Una donna che ha più di cento anni ma ne dimostra trenta, e che ha vissuto più di un secolo e ha quindi un guardaroba fornito da abiti e accessori risalenti a epoche diverse? La scelta del costumista Angus Strathie (già premio Oscar per i costumi di Moulin Rouge di Baz Luhrmann) è molto intelligente e suggestiva: il look di Adaline è un mix di abiti e accessori di epoche diverse, in modo da produrre un effetto impercettibilmente ma intensamente atemporale.

Ad esempio: se Adaline in una scena ha una gonna o un cappotto contemporaneo, indossa però scarpe anni Trenta e sfoggia una borsetta anni Venti. Nell’episodio del primo appuntamento con Ellis – per dire – indossa un giacchino anni Venti, un maglioncino anni Sessanta e una gonna dei giorni nostri. Il suo stile – interpretato con classe da una fashionista di rango come Blake Lively – riesce ad essere così, al contempo, modernissimo e retrò, e a trasmettere un’idea di eleganza contemporanea ma anche fuori dal tempo.

Tra longuette grigio-perla e cappottini verde-oliva, Angus Strathie ha disegnato oltre 50 outfit solo per il personaggio di Adaline, per non parlare dei costumi degli altri personaggi e per le oltre 100 comparse del film. A volte, è proprio il costume a risolvere in modo efficace i problemi espressivi o narrativi posti dalla storia: ad esempio nella scena della festa del capodanno 2014, quando Adaline si trova di fronte a una sua foto che la ritrae a un’analoga festa degli anni Quaranta in compagnia di due marinai, è proprio il fatto che indossa lo stesso abito in entrambe le situazioni, nel presente e nel passato, nella “realtà” e nella fotografia, a suggerire e suggellare la sua identità “fuori dal tempo”. Oppure, analogamente, quando accompagna Ellis nella vecchia rimessa di auto d’epoca che in passato era stata la più bella sala cinematografica della città sono proprio i costumi – tutti sulle gradazioni cromatiche del bianco e nero, senza macchie di colori diversi –  a suggerire e ad evocare la nostalgia del cinema e la sua modernità.

Nei flashback, quando Adaline ricorda il passato, il suo stile non è però atemporale: nelle scene anni Sessanta, ad esempio, quando appare con frangetta e cerchietto turchese tra i capelli, sembra uscita da Jules e Jim di François Truffaut. E anche nell’ultima scena, quando si accinge ad uscire per una serata elegante con il suo Ellis, indossa un abito dorato con dettagli neri palesemente griffato Gucci. Non c’è più nulla di vintage in lei, e lo stile questa volta non è più atemporale: ma anche Adaline, ormai, ha cessato per sempre di vivere fuori dal tempo.

Photo credits: Eagle Picture

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