50 sfumature di nero – La regia di James Foley

di Gianni Canova

Per capire cosa non funziona (o cosa funziona fin troppo bene, ditemi voi…)
in 50 sfumature di nero bisogna partire, secondo me, dalla scena dell’elicottero.
Lui, Christian Grey (Jamie Dornan), vuole tornare in fretta da lei, Ana (Dakota Johnson).
Freme per il desiderio di lei.
Così sale sull’elicottero in compagnia della sua assistente asessuata o sessualmente ininteressante perché gerarchicamente già “dominata”)
e si mette a pilotare in modo spericolato.
Trip di riprese aeree, svolazzar di droni.
Potenza dell’ardore erotico trasformato in movimento e volo.
All’improvviso, il velivolo va in avaria. Fa fumo. Brucia un motore.
“Che succede, Christian?”, urla l’assistente terrorizzata.
Lui non risponde. Un macho non parla, agisce. E lui agisce.
Smanetta sui comandi. Prova per la prima volta a stampare una smorfia su un viso che ha mantenuto fino a quel momento del tutto inespressivo.
L’elicottero va giù in picchiata. Sfiora le cime degli alberi, lambisce le rocce del torrente che scorre fra i monti.
Lo schianto sembra inevitabile. Ma noi, lo schianto, non lo vediamo. Non lo vediamo e non lo sentiamo.
Lo schianto resta fuori campo.
Invisibile. Inverosimile. Soltanto immaginabile.
Tutto il film, se ci pensate bene, funziona così.
Arriva sul più bello e stacca la spina.
Prepara, prepara, stuzzica, promette e poi si blocca. Stacca. Spegne.
A dispetto del divieto ai minori, 50 sfumature di nero è un film casto.
Della serie: vorrei ma non posso.
Vi faccio vedere fino a un certo punto ma poi mi fermo.
Vi titillo con l’idea della trasgressione, con le due sfere d’argento infilate chissà dove, con il divaricatore applicato con furia, con le pinze per capezzoli, ma poi, arrivati al dunque, mi tiro indietro. Inquadro altro. Vado di ellissi.

Come imbandire la tavola e poi non servire cibo. Cogitus interruptus.
Tutta la regia di James Foley funziona in questo modo, risponde a questa precisa strategia: io vi preparo, poi tocca che vi arrangiate da soli (o da sole).
Sempre. Gran dispiego di mezzi (avete visto gli inutili e gradassi svolazzamenti di droni sulla scena in barca, ripresa manco fosse il Titanic…?)per non andare da nessuna parte. Tanto rumore per nulla.

Come dire: 50 sfumature di nero sogna il porno ma non può.
O non sa. O non osa, o non vuole. Fate voi.
E quindi, delle due l’una:

  1. NON FUNZIONA perché è un velleitario tentativo di stuzzicare fantasie trasgressive che si fermano sulla soglia della trasgressione vera;
  2. oppure, al contrario, FUNZIONA proprio perché offre l’illusione della trasgressione a un pubblico che la trasgressione vera non l’accetterebbe mai, e che così si sente liberato dal senso di colpa di averla anche solo desiderata, accontentandosi di ciò che la regia di James Foley fa vedere generosamente (i muscoli testosteronici di Jamie Dornan che fa ginnastica a torso nudo, la luce hot nella red room, i frissons della sculaccianda Ana in attesa di essere sculacciata….).

Attenzione: James Foley non è un regista qualunque, in passato ha diretto anche film importanti (A distanza ravvicinata, Americani…). E allora perché accetta una sceneggiatura con battute che gridano vendetta al cospetto di Harmony (“Sono tutta tua…”, “Voglio solo te…”, “Io mi eccito a punire le donne”), perché non protesta per la banalità dei costumi, per le guepière nere, per scene drammaturgicamente deprimenti, degne tutt’al più di una soap opera alla Dinasty o alla Dallas, come quella dello schiaffo della madre di Christian alla dark lady (Kim Basinger) che ha sedotto e corrotto il suo bambino? Errori? Non credo. Credo che siano scelte volute. Il film non a caso esce a San Valentino e propone una morale romanticheggiante che più conformista non si può veicolandola sotto una mascherina blandamente trasgressiva. Del resto, si sa: chi blatera di trasgressione non la pratica, nasconde solo un conformismo da soap opera anni Ottanta. Ma io sono maschio e forse non capisco. Forse sono solo invidioso di Christian e del suo successo. Al cinema, quando ho visto il film, c’erano soprattutto ragazze e qualche signora, e mugolavano contente. Qualcuna che mi legge mi spiega perché?

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Commenti

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Ester d'Ajeta 10 mesi fa

È un film che non mi sogno nemmeno di andare a vedere! Poi dicono che il cinema è in crisi...

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