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di TBWA-admin

L’arte è egoista.

Bastano tre parole per descrivere il pensiero del regista Paolo Franchi e della sua pellicola in Concorso a Roma E la chiamano Estate, cast italiano ma con protagonista maschile Jean-Marc Barr, prodotto da Nicoletta Mantovani.

Un film che farà discutere sotto molti aspetti; da quello più introspettivo e psicologico nel descrivere l’amore, a quello più cinematografico con lunghi piani sequenza e riletture del passato, fino al più essenziale: il cinema d’autore.

Una pellicola più da cultori che da botteghino. Il regista di Nessuna qualità agli eroi punta proprio su questo particolare. “Su 100 persone che guardano un quadro o un’opera cinematografica più di 90 potrebbero storceranno il naso e non apprezzarlo. Potrebbero anche odiarlo per il suo non conformismo. Ma a uno piacerà. Voglio andare oltre il pensiero-teledipendente di questi anni, voglio parlare a quella singola persona”.

Una dura accusa sull’omologazione dei costumi che spinge il film lungo uno stretto sentiero.

Franchi si interroga sul rapporto tra l’amore e il sesso, contrapponendo il pensiero a l’azione. Amare senza condividere il corpo dell’altro. Nel film ritroviamo molte scene di nudo con luci scure contrapposte e lunghe pause con inquadrature dominate dai toni bianchi.

I due colori dell’animo dell’uomo.

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ghigo nicotra 5 anni fa

Ho assistito alla prima in sala Sinopoli in occasione della presentazione al festival del Cinema di Roma. Il film è orribile. Pessima regia e sceneggiatura. mi dispiace per gli attori che si sono prestati a questa offesa all'arte cinematografica. Mi dispiace altresì che fondi pubblici siano dispersi al vento per finanziare questo tipo di lavoro, sterile ed offensivo per chi ama il cinema, a scapito di tanti giovani valenti che attendono inutilmente l'occasione per emergere. Per educazione la contestazione alla fine del film ha deciso di rimanere silente ma avremmo voluto urlare il nostro dissenso, tutti. Perfetta la clack messa in sala dai produttori che è partita con un improponibile ed inopportuno applauso non appena finito il film per evitare un'ondata di fischi Spero che il regista decida di cambiare mestiere il più presto possibile. Saluti.

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